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La favola di Jenoma in Ferrari

by Psydis
Jenoma in Ferrari

Dovendo ripartire a breve per l’Austria, dove la brigata del Tyrol & Alpenhof  mi aspetta per finire la stagione estiva, ho valutato l’acquisto di un fornetto per far cucinare in modo veloce ad Alice un pò di cibi, senza necessariamente rendere la casa un inferno con l’aria a 250° del ventilato casalingo.

La scelta ovvia per unire utile e dilettevole è caduta naturalmente sul famigerato e blasonato G3 Ferrari Delizia, uno dei pochi a basso costo che abbia le carte in regola per cucinare in maniera ottimale anche la pizza.

Dotato di pietra refrattaria e con uno sviluppo interno alla cupola di temperature vicine ai 400°, permette in cinque minuti di avere una pizza spettacolare molto simile a quella che acquistiamo in pizzeria. L’impasto cuoce perfettamente, si asciuga ma non rovina ne stressa i condimenti che vengono esposti per un tempo breve al calore, evitando che brucino o secchino.

Ma per una pizza eccellente ci vuole anche una buona ricetta e ovviamente gli ingredienti migliori. Ed qui che entrano in gioco tre importanti fattori: il livieto, la lievitazione e la farina. Neanche a dirlo ho fatto prove distinte sugli impasti, dal classico napoletano con cornicione, fino alla maturazione di 48 ore in frigorifero.

Per il lievito la scelta è ricaduta sul mio Li.Co.Li. Jenoma che ormai ha preso forza e profumo, regalando agli impasti sapore, aromi e digeribilità non paragonabili al Lievito di Birra. La Farina Intera della Varvello è stata invece la scelta di classe per avere una pasta ancora più gustosa e sana, mantenendo la parte nobile del chicco nononstante sia una 0.

Le prove sono state un grosso successo, dal gusto alla cottura.  L’impasto era soffice e saporito, gli ingredienti erano ben cotti ma ancora umidi e senza bruciature, ma soprattutto il cornicione era ben marcato e bruciacchiato e il fondo della pizza croccantino e sfizioso come sfornato in pizzeria. Ovviamente un forno a legna è imbattibile, ma non ha nulla da invidiare a quelle che escono da quelli elettrici professionali.

Il forno si presta comunque anche a preparazioni culinarie e dolciarie adoperando  qualche accorgimento e strumenti adatti ad alte temperature. Qualcuna infatti già aspetta ottobre per testarlo con le caldarroste. Io nel mentre ho già fatto un paio di prove soddisfacenti con i croissant sfogliati, basta solo capire un attimo la regolazione del termostato (che non usa i gradi) ed il gioco è fatto!

 

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