Home Digital WorldRaspberry OV5647, la Pi Camera NoIR che tutto vede

OV5647, la Pi Camera NoIR che tutto vede

by Psydis
OV5647

Arrivata in tempo record, la Pi Cam OV5647 è stato l’acquisto più curioso e sorprendente fatto dai siti cinesi da un anno a questa parte. Nel 2020, poco dopo l’inizio della pandemia, avevo iniziato il viaggio con Arduino che, nelle sue sfiziose potenzialità, mi aveva avvicinato ai sensori ed attuatori low cost. Ad oggi ho svaligiato gli store di tutti quei ninnoli a budget super contenuto che, tutte le volte mi riprometto di testare, ma non trovo mai il tempo tra un’idea nuova o un cambio in corsa di linguaggio di programmazione. Andiamo però per gradi.

Il kit “Raspberry Pi NoIR Camera

Il kit acquistato è di tutto rispetto, soprattutto nel rapporto qualità/prezzo: poco più di 10€, spese di spedizione tracciate incluse. Poste Italiane, perennemente in ritardo, me l’ha consegnato in meno di 20 giorni.

Contenuto:

  • Pi Camera 5 Megapixel 1.8f 1080p (sensore OV5647) con tappo per l’obbiettivo
  • 2 Led IR con fotoresistenza regolabile integrata
  • Cavo FFC 15cm
  • Cavo FFC 50cm
  • Cavo Zero FFC
  • Cacciavite x 1
  • Staffa e viti di fissaggio

Ho scelto di sostituire immediatamente il flatcable utilizzando quello da 50cm per avere movimenti più agevoli durante i test. Si è innestato velocemente nei connettori e ha funzionato tutto al primo colpo. Appena accesso il Raspberry si sono subito notati i due illuminatori he irradiavano il fascio invisibile di luce infrarossa. Settati i due parametri di configurazione sotto Ubuntu, installati due software di prova, ed era subito operativa.

OV5647

Pareri a caldo

Come previsto, il sensore OV5647 NoIR restituisce un video quasi monocromatico che vira al rosa, a meno di forzarlo verso il grigio. L’avevo preso per sfizio, ponderando prezzo e prestazioni, ma la nitidezza dell’immagine anche a risoluzione full HD 1920×1080 è sorprendente. Disabilitando i led via software, si nota subito la differenza sostanziale della loro mancanza in ambiente buio.

Probabilmente disabiliterò momentaneamente i due led in quanto, oltre ad essere inutili se non viene utilizzata pur rimanendo accessi, scaldano molto inutilmente generando un consumo di corrente evitabile. Quando riuscirò a scriverci un applicazione dedicata, cercherò il modo di abilitarli a runtime senza necessità di reboot.

Magari se capita l’occasione, a basso costo, acquisterò la versione normale per sfruttare i colori  app basate su foto e video. Ovviamente so già che non me la caverò così a buon mercato la prossima volta, soprattutto perché nel passaggio a qualcosa di veramente utilizzabile dovrei per lo meno cercare una con sensore in versione Sony IMX219 o testare qualche versione a basso costo IR Cut riutilizzando parte del kit .

Stage e dintorni

A meno di un mese dal termine dello stage, da martedì ho iniziato ufficialmente una collaborazione diretta con una importante azienda software multisede. Potendolo effettuare in smart working, il problema pandemia a livello lavorativo per fortuna non si pone.

Attualmente sto lavorando su un progetto esistente in Spring MVC più JSP. Il primo aspetto mi è più consono, mentre le Java Server Pages sono un po’ una novità. La struttura è comunque ben fatta, in linea con gli standard dei vari strati, quindi dovrò concentrarmi soprattutto sulla logica implementativa per poterci mettere le mani in piena autonomia in tempi brevissimi.

Intanto è stata rilasciata una curiosa beta, che non vedo l’ora di provare, perché potrebbe essere una svolta epocale: Arduino IDE 2.0.0-beta3. Secondo quanto riportato, offrirà la stessa facilità d’uso e la stessa curva di apprendimento dell’IDE 1, il tutto però garantendo una migliore esperienza utente e, più in generale, tempi di compilazione più rapidi. Presenta un editor più moderno e un’interfaccia più reattiva, ma la vera novità per gli utenti è rappresentata da nuove funzionalità avanzate destinate ad ambiti professionali. Tra queste il completamento automatico, la funzionalità di navigazione nel codice e il debugger live.

Al momento la mia board Uno monta il protocollo Firmata per poterlo interfacciare con le librerie JS e Java, ma non escludo che farò qualche prova in merito per provarne l’efficienza con qualche sketch al volo.

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