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L’annosa diatriba sul Fotoritocco

by Psydis
L'annosa diatriba sul Fotoritocco

Più mi addentro nel mondo fotografico professionale e nel cosplay, più sento le inevitabili polemiche legate al fotoritocco, una questione che ormai va avanti da tempo ma che è “esplosa” con l’avvento della tecnologia digitale.

E’ opinione di molti che la vera bravura del fotografo sia quella di non farne alcun utilizzo, perchè con la tecnica si può sopperire al fotoritocco. Niente di più sbagliato, perchè la bravura del fotografo è quella di riuscire a portare a casa la foto a qualsiasi condizione. L’immagine del post è volutamente una piccola e semplice dimostrazione del fatto che una foto (porzione a sinistra) con una divergenza di così tanti STOP tra le alte luci e le ombre, non poteva essere portata a casa che in quella maniera. Una compensazione di sovraesposizione bruciava i bianchi sull’abito lucido, stessa sorte era per tempi o diaframmi più lunghi o aperti. Ovviamente se avessi avuto luci o pannelli riflettenti in quell’occasione, sarebbe stato tutto differente, così come se ci fosse stato modo di far avanzare Federica un pò di più verso la luce, senza crearle una postura innaturale. Sono bastati però due click di fotoritocco per ridare lucentezza al viso e a qualche ombra, destinate altrimenti ad una scarsa luminosità.

La scelta è stata anche di usare un Picture Style neutro, così da avere una RAW pulita da tutte le compensazioni algoritmiche della fotocamera. Qualcuno si vanta di non usare assolutamente nessun software dimenticandosi poi che imposta “Panorama”, “Ritratto”, ecc. falsando comunque i colori rispetto alle scelte del programmatore. Non lo fa lui … lo fa un chip!

Spesso inoltre la stessa RAW appena viene aperta, incorre già in piccoli fotoritocchi da parte del sotware. Questo perchè non esiste un formato vero e proprio; ogni produttore ne ha uno e spesso addirittura varia da un modello all’altro di fotocamera. Quindi me la rido quando alcune persone mi dicono che non usano Photoshop, GIMP o Lightroom perchè solo per aprirla da pubblicare sul web, una RAW deve per forza essere processata e convertita!

A conti fatti, esisteva la camera oscura che faceva ieri quello che la Camera Bianca fa oggi … è solo nettamente meno dispendioso farlo con un programma che con acidi, pennelli e macchinari. Lo stesso HDR è la fusione di più foto che necessitano di scatti coerenti per essere messi in layer … se il fotografo fa foto schifose avrà un HDR altrettanto schifoso … ma per unirli ci vuole necessariamente un software. Quindi non dite che non usate nessun software perchè mentite a voi stessi.

La foto poi andrebbe anche sistemata per ridurre la slavatura che assume dai toni neutri del Picture Style e la leggera sottoesposizione, oltre ad altri accorgimenti per renderla molto più incisiva … ma non era questo che volevo dimostrare, bensì che è inutile fare i “furbi” o sminuire chi ne fa uso. Soprattutto quando si scatta con il cielo nuvoloso e magicamente ne appare un Blu California che “puzza” molto di filtro degradante.

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3 comments

FedericaDN 26 Aprile 2011 - 11:28

Perfettamente d’accordo 😛

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Veronica 26 Aprile 2011 - 17:28

c’è anche il luogo comune che ritoccare una foto al computer sia “ti piace vincere facile”. beh parliamone.. non è che basta aprire photoshop o chi per lui e mandare un filtro in automatico e hai un risultato perfetto, devi perderci tempo e saperci fare.

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Psydis 26 Aprile 2011 - 17:38

Occorre soprattutto sapere COSA si vuole realizzare e SE è possibile farlo … un dettaglio non da poco che è solo la partenza del fotoritocco.

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