“Green” è trendy!

Finalmente dopo un periodo di astinenza, torna un’occasione fieristica per svagare un pò la mente facendo una delle cose che più adoro in assoluto … fotografare! In occasione del Festival del Fumetto di Novegro, ponderando il cattivo tempo e la possibilità di una nuova sperimentazione, ho avuto modo di testare insieme a quel pazzo estroso di Matteo Cazzaniga il green screen che ha acquistato per dare sfogo alla sua creatività!

Usarlo sembra una bazzecola, in realtà dopo diverse prove ci si accorge che per un risultato ottimale occorre prestare attenzione a molti particolari, pena un delicato e laborisoso aggiustamento in post-produzione come se il green screen non fosse stato utilizzato. Le ombre sul fondo, le pieghe del telo in stoffa, le luci esterne che creano uno sfondo disomogeneo … e gli altri fotografi che con il loro flash mandano in palla il tuo schema luci. Occorre inoltre stare molto attenti ai colori degli abiti e/o attrezzi perchè effettivamente il greenscreen in qualche modo funziona, ma non in maniera egregia sui verdi o colori molto vicini. Lo stesso vale sugli oggetti metallici che prendono di riflesso la tonalità del telo se sono troppo vicini ad esso.

La cosa ha suscitato molto interesse in generale e un pò di persone, tra cui io, si sono anche cimentate in piccole prove di fotomontaggio. Un’esempio secondo me riuscito in maniera abbastanza efficace è la foto dell’articolo, scattata ad un cosplayer che indossa l’armatura di Iron Man fatta da Alessandro Stante … un altro test invece è la foto scattata ad una delle mie modelle preferite, Martina Cossali, che diversamente è stata riportata al vecchio stile dello sfondo nero per far risaltare l’abito ma con il pregio di avere un piacevole stacco della figura rispetto al telo nero originario. Con lo stesso principio di quest’ultima, ma effettuato con un flash aggiuntivo, c’è lo scatto a Marco Callioni nei panni di Fay dove il verde del telo non ha “assorbito” troppo la luce ad ampio spettro nelle mani del soggetto nella foto originale.

Insomma c’è molto ancora da imparare sia sul campo che in post-produzione, ma sicuramente abbiamo trovato un nuovo modo per divertirci un pò e creare qualcosa di diverso ogni tanto.