Lost in thoughts

Ho bisogno di shooting

Iniziano le ferie e torna la voglia di fare shooting per staccare un pò la spina da polizze e quietanze, tornando ad un anno fa quando il lavoro di paparazzo mi consentiva di farne ogni qualvolta mi girava di farlo. Nonostante ancora abbia foto molto recenti da sistemare e che, per colpa di molti impegni ho trascurato, la cosà più naturale che mi è venuta è post-produrre tre foto di una gita a Roma del 2011 per schiarirmi la mente.

Ora sto progettando un pò di shooting con chi è rimasto a Milano e dintorni e chi tornerà a breve … a partire da Martina Cossali, passando ad un importante progetto con Valentina Hernández Gutiérrez, fino ai gemelli Callioni! E ovviamente la mia nipotina Sofia!

Che la luce sia con me … e se qualcuna ha voglia di scattare faccia un fischio che qualcosa di interessante lo troviamo di sicuro!

Un “luccicante” San Valentino

Un San Valentino molto generoso porta a completamento la mia attrezzatura fotografica di base. L’arrivo del flash Canon 580 EX II è stato inaspettato ma molto gradito, considerando l’importanza che ultimamente davo al suo utilizzo remoto per qualche sperimentazione strana.

A seguito anche degli sviluppi lavorativi che mi attendono è stato uno dei regali più apprezzati sia perchè anelavo di averlo da tempo per rimpiazzare l’ottimo ma poco gestibile 380 EX, sia perchè il costo mi frenava in virtù di possibili risparmi a breve termine.

Ed ora la povera Nausicaä diventerà la mia modella primaria per i test di questo piccolo gioiellino!

Si riparte da zero …

Ringraziando tutti per le oltre 4300 visite in pochi mesi, dò vita al restyling del blog e finalmente anche a parte della mia vita, allontanandomi da mondi e persone che ormai non riescono più ad offrirmi un divertimento e una coerenza matura.

Riparto da zero, sotto molti aspetti, dedicando questo spazio a tutti colori che vorranno intraprendere con me questo cambio di percorso, incentrato soprattutto sulle foto di amici, luoghi e momenti che segneranno il mio futuro, ma che tanto mi han dato in passato.

Insieme alla nascita de “Le 3 Chimere” si alza un vento nuovo, fondato su chi mi è davvero stato accanto in momenti difficili, in particolar modo le due persone che hanno reso possibile tutto questo, Ilaria Cremaschini e Alessandro Zuffi.

Nei prossimi giorni ritorneranno online i post più importanti e che vale la pena ricordare, soprattutto quelli che non sono stati scritti invano. Altri nuovi ne appariranno per ricordare i momenti importanti del passato e  soprattutto si guarderà al futuro.

Si dia inizio alle danze! Buona Luce a tutti!

In principio c’era CosmoPlayer

Nacque nel 2006 l’idea di fare una piccola fanzine sul cosplay con un nome accattivante ed eccentrico. Fu così che prese vita la nostra webzine “CosmoPlay“, anche se per ben 3 numeri un refuso di Serena “Ayu” Bertozzi l’aveva intitolata “Cosmoplayer“.  Anzi senza farlo apposta il primo numero PDF, in realtà numero 0 Promo, uscì proprio a Maggio 2006!

Nonostante il cambio ai vertici grafici dal numero 2 in poi, Ilaria “Azusa18” Cremaschini non si accorse dell’errore e la webzine usci con ancora il titolo errato. Fu solo dal numero 3 che, a seguito di un referendum sotto il forum A.Na.Co. che la pubblicizzava, si decise che il nome originale piaceva più di quello errato … e fu CosmoPlay.

Il primo restyling totale avvenne con il numero 11, quando il logo CosmoPlay che ormai tutti conoscono fu introdotto ufficialmente sul sito e sulla rivista. Ma tutto si bloccò ad Agosto 2010 mentre l’impaginazione del numero 14 era già avviata, inseguendo un sogno lungo 5 anni.

Dopo diversi problemi e tanto lavoro, a distanza davvero di un quinquennio, CosmoPlay si trasforma in rivista cartacea vera e propria sotto la nuova testata “Nihon to CosmoPlay“. Infatti la presentazione ufficiale verrà fatta il 28 Maggio a Novegro, durante la Spring Edition del Festival del Fumetto!

Ormai la rivista è in stampa quindi, a meno di 4 giorni dall’uscita ufficiale, non posso che ringraziare ogni singola persona che in tutto questo tempo ci ha sostenuto, aiutato, consigliato e guidato alla realizzazione del numero 1 in carta stampata!

La nostra avventura ha inizio, ma in realtà continua da una vecchia idea avuta in tempi remoti da 2 eccentrici sognatori!

Sfida agli ISO

Alcune sere in cui decidi di sfidare il buio e le recinzioni aeroportuali, così esci con la tua macchina fotografica e ti dirigi nei pressi di una pista di Milano Linate, provando a scattare nella speranza di vincere contro il rumore e i tempi di esposizione alti obbligati dalla mancanza di illuminazione. Ci ho provato giusto qualche sera fa insieme ad Alessandro Zuffi e abbiamo perso clamorosamente.

L’impossibilità di tenere perfettamente a fuoco l’aereo che decolla, rulla o atterra è già la prima causa della sconfitta. Anche in modalità Servo il sistema tende a perdere il fuoco, disturbato dallo sfocato della trama che costituisce la rete perimetrale della pista. Il buio e la velocità con cui si muovono gli aerei fanno tutto il resto. Nonostante l’uso del “biancone” a f2,8 la migliore configurazione possibile era 1/100 sec con ISO H2. Non avevo mai provato ISO così alti, proprio perchè non ho mai tentato di fotografare con un’illuminazione praticamente inesistente, e devo dire che è molto chiaro il motivo per cui scrivono che è una scelta estrema quella di usare H2, i 25600 ISO si vedono tutti!

Le poche foto decenti devono essere ampiamente ritoccate per ridurre al minimo tutti i rumori e dare una parvenza di nitidezza allo scatto, cercando nel contempo di limitare l’appiattimento dei particolari che la rendono caratteristica. E’ inoltre chiaro che, nonostante i megapixel della fotocamera, la foto rimane decente solo a risoluzioni molto basse nella quale tutto si disperde e non si notano le magagne. La cosa più utile sarebbe quella di potersi avvicinare molto alla pista di atterraggio per sfruttare la luce dei corridoi e soprattutto essere oltre la rete. Sicuramente però mi guarderò bene in futuro di usare H1 o H2 a meno di non poterne fare proprio a meno, altrimenti è davvero molto meglio non scattare.

La fortuna più grande è stata trovare una villetta con un giardino in stile orientale, le uniche foto eccezionali della serata … nonostante si scattasse attraverso le sbarre della cancellata.

Quando la classe non è acqua …

Ho appena ammirato la preview del suo video sul backstage del photo-set  “Red Riding Hood” di Cesare Marino e non posso esimermi dal decantare le lodi di Fabio Deri, grande cosplayer e ormai professionalissimo videomaker.

Ogni volta che lo vedo armato con la sua 7D o la videocamera di turno, scatta l’impazienza di vedere montato il risultato finale, soprattutto quando ho la fortuna di assistere direttamente ai backstage. Rivederli nei video è impossibile, perchè in ogni montaggio c’è una cura tale da riuscire a trasformare in un film emozioni e ricordi di giornate di preparazione e scatti, come se tutto provenisse da un set di Hollywood e non da un amico. Questa sensazione l’ho già percepita quando lo scorso anno pubbico il backstage di Cesare Marino su “Star Trek”

Ma il tocco di genio vero è la creazione di uno spot sul Cosplay, diretto magistralmente e montato altrettanto. E’ possibile “sentire” propri gli sforzi dei protagonisti, grazie ad una sapiente scelta di inquadrature e luci che “avvolgono” lo spettatore coinvolgendolo in una visione più seria e matura del mondo cosplay, così come lo si conosceva in principio.

In attesa delle nuove creazioni, siete invitati tutti a guardare il suo canale video e commentare i lavori … o contattarlo se volete affidarvi a mani sicure per un video di successo!

Spazio … ultima frontiera …

Sei mesi fa non avrei mai pensato di fare dei passi nel mondo del bodypainting o del make-up, ma capitò l’occasione di andare all’Ultimo Avamposto a Bologna con Matteo Arienti in occasione di un set fotografico ispirato a Star Trek organizzato da Cesare Marino, ed entusiasta accettai la proposta. Doveva essere un “viaggio di lavoro” ma si è trasformato in qualcosa di molto personale ed intrigante dopo aver visto al lavoro Fiorella Scatena.

Non ci si poteva sicuramente aspettare di meno da una ragazza che vanta il titolo di Campionessa mondiale di bodypainting, ma la mia ignoranza a suo tempo mi rese attonito davanti alla maestria con cui giocava tra parrucche, protesi, cosmetici e resine varie.

Ma non mi sarei neppure aspettato di appassionarmi così tanto all’idea di scattare foto fuori dall’ordinario, perchè un conto erano dei cosplay di Star Trek, un altro era pensare a rendere più veritiero possibile il set tra ambientazione e ricreazione perfetta di alcune razze dell’universo trekker.

Ieri Paoletta si è trasformata in un Lupo sotto le mani sapienti di Fiorella, ma mi rendo conto che è già la terza occasione in cui il bodypainting incrocia la mia fotocamera e già si prospettano altre golose opportunità grazie alla disponibilità ed estro di Cesare. Anche guardare il suo profilo Flickr ti fa venire voglia di allestire qualche strano set per replicare i suoi shooting!

Che dire se non … Lunga vita e prosperità al bodypainting?

Il mio “Bambino” …

Riguardando con calma gli scatti di ieri, non posso che tornare indietro nel tempo a ricordare quando Azusa18 decise di fare una delle più grandi pazzie della sua vita: regalarmi per l’anniversario di 4 anni insieme il biancone di casa Canon: EF 70-200mm f/2.8 L IS USM.

Ormai rinominato “Bambino” da me e Alessandro che sta attendendo il parto del suo in versione Nikon (mentre scrivo potrebbe addirittura essere in consegna),  è stato il mio fedele compagno di shooting a Rapallo per almeno il 90% del tempo. Ha sicuramente un costo elevato, ma indubbiamente vale ogni Euro che si spende. Nitidezza e luminosità eccezionali, uno sfocato ed un bokeh delicatissimo, è uno strumento praticamente definitivo per chi non cerca l’ultimo grido degli obbiettivi.

Il suo 2.8 IS lo rende un eccezionale obbiettivo da interni, ma giustamente dosato di diaframma e profondità di campo regala senza dubbio scatti memorabili anche in esterno con il sole a picco.

Ritengo tutt’ora che sia stata una pazza, ma dopo ieri sono sicuro che non me ne separerò più per un bel pò, soprattutto perchè compreso nel regalo c’era anche il Canon EF 2x II Extender che, seppur a 5.6 su tutta la scala, rende questo obbiettivo impareggiabile per i miei scopi fotografici “trasformandolo” in un 140-400mm IS

Il dado è tratto!

Sono passati quasi 4 mesi dalla pazzia di acquistare finalmente la fotocamera dei sogni: Canon EOS 5D Mark II, la mia prima Full Frame con la quale sarei tornato a scattare come una volta, senza vincoli di rumore a 400 ISO e con lenti finalmente nitide e pregevoli. Mi ero spinto oltre, infatti con i risparmi natalizi avevo anche aggiunto uno zoom adeguato:  Canon EF 24 – 105 mm F/4.0L, ma l’imprevisto di trovarsi su una strada a rincorrere il sogno “CosmoPlay” da un giorno all’altro mi ha sempre tolto la gioia di usare il mio gioiellino.

Ho a lungo pensato di venderla per rientrare delle spese che non potevo più permettermi, meditato e rimeditato che in fondo la mia 450D e i relativi obbiettivi ancora erano soddisfacenti per andare avanti, che era solo un capriccio quello di avere una fotocamera professionale … ormai cercavo le quotazioni per vedere di guadagnare il massimo da un sogno ormai in perdita …

Ma nel momento più difficile, ho conosciuto persone straordinarie che mi hanno ridato la speranza, altre hanno rialzato la testa insieme a me per continuare insieme un progetto lungo 5 anni che ormai vedevo man mano svanire … quindi si  Il dado è tratto!” … questa fotocamera rimarrà nelle mie mani e cercherò di farla fruttare con impegno per arrivare, insieme a chi ci crede, all’agognata metà chiamata “Numero 1” , creando le basi per una nuova ripresa economica.

Domani verrà “battezzata” ufficialmente sul lungomare di Rapallo grazie ad un gentile invito di Gianluca Falletta come giurato al “Cartoons on The Bay“, nella speranza che questo rituale virtuale sia di buon auspicio a ciò che il futuro sembra prospettarci.

EF 50mm f/1.4 USM

L’occasione del compleanno era propizia per togliersi uno sfizio: fare un piccolo upgrade all’attrezzatura fotografica in vista di un pò di appuntamenti interessanti con due importanti amici conosciuti da poco, ma di cui ho ormai immensa stima per motivi diversi e distinti: Alessandro Zuffi & Cesare Marino.

E’ così che dopo un sofferto addio ad un utilissimo Canon EF 50mm f/1.8 II, arriva nel corredo un luminosissimo 1.4 USM completo di filtro e paraluce. Per quanto la differenza del diaframma sembra molto poca, è innegabile che la lente è davvero un salto di qualità, soprattutto a 1.4 l’effetto bokeh è nettamente superiore al suo fratello minore.

Nell’attesa di provarlo sul campo in maniera adeguata, è già stato testato con successo con una modella d’eccezione: la nostra gattina Nausicaä.

Tutto ebbe inizio con una 300D

Correva l’anno 2006 quando fui colpito dall’idea di unire la passione per la fotografia con quella che mi aveva rapito da giovane: il cosplay. Fu così che mi regalai la prima reflex digitale: una Canon 300D in kit con un 18-55.

Mi presentai a Cartoomics per rincorrere due “miti” che avevo visto su internet: una musa ispiratrice di nome Lilletta e una cosplayer riverita da tutti nota come Giorgia Vecchini. Persi l’occasione di incontrare la prima, ma la dea bendata mi consentì di fotografare la seconda nei panni succinti di Mai Shiranui.

Iniziarono così le mie vicessitudini in questo strano e colorato ambiente, ricco di amore e nel contempo odio, di agonismo e  di sano divertimento, di tante amicizie e purtroppo anche molte faide.

Ma iniziò anche la mia scalata verso un miglioramento nelle tecniche fotografiche che misero via via a dura prova il mio portafoglio squattrinato, soprattutto perchè nell’arco di una settimana, Ebay complice, si aggiunse al corredo uno zoom Canon EF 75-300mm f/4-5,6 USM Ultrasonic e un flash esterno Canon Speedlite 380EX.

Fu grazie a questa passione che pochi giorni dopo incontrai una persona che mi avrebbe cambiato in seguito la vita: Fabio “Jubei” Valerio. Ma fu anche l’occasione per aprirmi ad un mondo nuovo e variegato, fatto di persone più o meno intelligenti. Fu proprio al Giostrà che ebbi il primo incontro/scontro con il “fotografo doccia“.

In una settimana la mia vita aveva trovato un senso e imboccato una strada lunga e tortuosa che mi avrebbe condotto verso scelte difficili, unite a gioie e sofferenze …

Send this to a friend