Debatable Cosplay

Si spengon le luci, scende il sipario

Dopo anni ed anni che seguo il cosplay, tempo fa attivamente e in questi anni in associazioni ed affini, è giunto il momento di dire in qualche modo basta. Sinceramente non mi frega più nulla di andare contro corrente sulla tendenza di buonismo per cui una persona si erge a “Cosplayer” illudendosi di “essere un personaggio” solo perchè ha messo addosso due straccetti e un pò di cartoncino. Sono stanco e schifato dalle inutili beghe e polemiche sterili ed insulse in cui viene tirato in ballo il cosplay per nascondere le beghe personali o le invidie. Infine sono molto annoiato dalle menzognere dichiarazioni di molte persone che usano il cosplay come scudo della loro banale esistenza per giustificare la loro pochezza. Il cosplay nel suo piccolo cresce ed è ora che i cosplay-minkia si decidano a crescere a loro volta, altrimenti per me saranno invisibili.

Ovviamente la cosa fregherà poco o nulla alla moltitudine, ma non è questo motivo per cui io non lo dica apertamente a chi avrà voglia di ascoltare!

Ho cominciato cambiando account sotto Facebook per azzerare la situazione e scegliere accuratamente le persone con cui voglio veramente discutere di cosplay serio e non di “zuffe da bar“. Qualcuno probabilmente non verrà riconfermato e addirittura qualcuno verrà cancellato in corsa se non sarà all’altezza di evitare di alimentare il malcontento, ma almeno mi godrò appieno i pochi “eletti” che hanno un minimo di cognizione di cosa sia il cosplay e lo sappiano vivere.

Abbiamo avuto al WCS la riconferma che l’Italia ha un potenziale altissimo nel cosplay e disperderlo in stupidagini è davvero una cosa da decelebrati. Daniela e Marika hanno ridato lustro al nostro cosplay dopo che Luca e Giancarlo lo scorso anno ci hanno portato sulla vetta del mondo cosplay … e nonostante due anni favolosi di successi a Nagoya vedo polemiche su polemiche da gente che a Romics non si presenta neppure perchè sa che sarebbe inutile, ma vuole dettare leggi alle nostre vice -campionesse mondiali!

Detto in soldoni, ho deciso che siccome il cosplay non è la mia vita ne il mio lavoro,  non mi occorrono 1500 contatti per far vedere quanto sono bravo, simpatico e bello … mi bastano le persone che vorrei reincontrare alle fiere e disquisire in maniera matura. Le persone che meritano davvero il mio rispetto, perchè fanno vestiti da urlo, interpretazioni favolose o per lo meno ci mettono davvero il cuore in quello che fanno e non nel rompere i coglioni il più possibile agli altri cosplayer ed affini!

Per questo motivo evitate di mettermi in mezzo ad inutili dilemmi esistenziali sul cosplay: polemiche, invidie, critiche su foto e video a meno che non sia una critica costruttiva o un importante motivo di dibattito maturo sull’andamento del cosplay italiano … altrimenti vi avverto che “viaggierete sul filo del Vaffanculo!”. Con CosmoPlay abbiamo deciso mesi fa di dare lustro proprio al cosplay “intelligente” e ora come ora è tempo che si cominci a dimenticare del tutto quello “infantile” parlando a livello personale, associativo ed editoriale solo e soltanto di Cosplay con la C maiuscola.

Va da sè che non starò a fare crociate contro nessuno, ognuno viva la sua vita cosplay come preferisce … ma per me saranno invisibili, non degni di essere considerati e gradirei quindi non vedere e sentire più post e storielle su questi “Ghostplayer”. Se quindi durante gli eventi o su Facebook non vi cagherò di striscio, fatevi una domanda e datevi una risposta!

So benissimo che molti di voi se ne fregeheranno, ma mi auguro che pian piano in molti facciano così isolando i minchioni in una loro casta, affinchè si possa davvero creare un ambiente consono alla crescita personale in tutti i sensi!

“Contest … azioni”

Mentre a Nagoya mancano poche ore al World Cosplay Summit, un meeting competitivo sotto le mentite spoglie di un summit, in Italia sembra ci sia odore di piccole rivoluzioni. E’ infatti di pochi giorni la notizia che alcuni organizzatori hanno deciso di promuovere le loro manifestazioni cosplay come “Cosplay Contest Non Competitivo“.

Al di là della scelta infelice di due concetti all’antitesi tra loro, visto che un contest è una gara e pertanto non può non essere che competitiva, qualcuno ha finalmente avuto il coraggio e la curiosità di creare eventi che vogliano essere punti di ritrovo importanti, ma senza l’agonismo intinseco al voto di una giuria.

E guarda caso sono nate le polemiche al contrario perchè i cosplayer che tanto anelano alle sole foto, dal momento che gli viene tolta la possibilità di vincere un premio, non vogliono più “giocare”.

Partendo dal fatto che chi organizza è libero di farlo come gli pare, così come nessuno è obbligato a partecipare ad una manifestazione che abbia solo sfilate senza premi, non capisco perchè i cosplayer non siano mai contenti e non si rassegnino al fatto che il mondo non deve adattarsi al cosplay bensì deve succedere il contrario.

Visto che c’è gente che non partecipa alle gare ma va solo per divertirsi, questa è un occasione per loro per sfilare … così come quando ci sarà il “Cartoomics” di turno saranno gli amanti della competizione a farne da padroni. Cosa c’è da polemizzare? Non ci fossero abbastanza gare in Italia, potrei anche capirlo, ma praticamente con una ogni domenica è davvero stucchevole la lamentela.

Vi ricordo inoltre che tutti vogliono i premi, ma guarda caso gli sponsor sono sempre tirchi e non c’è sul territorio una cultura cosplay tale da poter garantire gare con premi a gogò!

Ottima anche l’idea del Gruppo Casio che a Porretta userà dei termini di giudizio fuori dai soliti premi, garantendo a tutti i partecipanti un buon gelato di consolazione, ma evitando di entrare nel “pericoloso” vortice dei premi “Miglior XXX”.

Sono ora molto curioso di vedere i frutti di queste scelte, ponderando chi per anni ha dichiarato che non è interessato ai contest ma lo fa solo per divertimento se parteciperà a questi eventi o glisserà, così come se riusciranno ad estendere la voglia di “sfilata non competitiva” anche al di fuori della loro “cerchia” dando un senso ad una manifestazione che desta ampio interesse.

Nell’attesa dei risultati, incrociamo le dita per le nostre rappresentanti che Domenica cercheranno di riportare in Italia il titolo iridato, sicuro che almeno lì l’agonismo è vissuto in maniera corretta e torneranno in patria molto più ricche di esperienza rispetto alla partenza.

Inoltre è assolutamente commovente vedere nei video LIVE il sorriso sognante di Marika … vorrei che vincesse sono per vederglielo stampato in eterno sul volto!!

Le bizzarrie di Rimini Comix

Quando Alessandro Zuffi mi propose di andare a Rimini Comix per cercare materiale interessante per CosmoPlay avevo un brutto presentimento, tanto che fui molto restio ad accettare. A posteri posso affermare che in fondo non avevo torto e che, a parte per una breve parentesi, sono stati soldi scialacquati.

Temporali e vento hanno reso il lavoro quasi impossibile, dovendosi arrabbattare in qualche modo per trovare location adatte a foto di livello adeguato ad una pubblicazione editoriale. La confusione e gli spazi ampi ma frastagliati di cosplayer o passanti hanno fatto il resto.

Non è una critica alla fiera in se, bensì la delusione dell’impossibilità di trovare tempistiche e luoghi consoni ad un evento di dimensioni adeguate ad una buona raccolta di materiale fotografico, soprattutto per un lavoro seriale quale un photo-shooting.

La svolta, seppur tardiva, arriva da un ritaglio pomeridiano di domenica, quando il primo scorcio di sole ci ha permesso di realizzare qualche foto interessante al porto di Rimini tra mare, scogliera e diporto. L’unico bottino interessante del weekend è stato proprio un piccolo ma piacevole shooting  fotografico con Federica e Matteo nei panni di Lacus e Kira da Gundam Seed.

Ma se le bizzarrie della temperatura inclemente, del forte vento o dei temporali, dell’impossibilità di trovare location interessanti e usufruibili senza impazzire potrebbbero essere parte del gioco e del rischio perchè si va alla cieca con la sorte climatica o della città di cui non si conoscono possibili luoghi strategici, la cosa che più mi ha dato noia e stata l’impossibilità spesso di realizzare un lavoro seriale perchè il cosplayer non sapeva assolutamente nulla del personaggio, rischiando pertanto la realizzazione di foto out of character o pressochè identiche. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma poi non può pretendere uno shooting coerente. E comunque troppo spesso ci si dimentica che la parte play non è da meno, quindi almeno un pò di background del personaggio scelto andrebbe conosciuto.

Ma la bizzaria davvero grossa è stata la polemica su più fronti contro le cosplayer con abiti succinti. Non è sicuramente storia nuova, ma Rimini ha espresso il peggio del peggio questa volta. Troppe, troppe, troppe accuse e insulti gratuiti sono volati in questa fiera. Tralasciando come anticipavo che ognuno è libero di fare quello che vuole, non capisco perchè questo accanimento sia arrivato proprio a Rimini, fiera estiva in cui è fisiologico che una cosplayer possa sfruttare per portare un cosplay più nudo che ad una fiera come Lucca Comics dove è più facile che il freddo atttanagli; manga ed anime sono pieni di personaggi così, non si dovrebbe mai fare cosplay dei medesimi quindi? Scusate ma mi sembrate davvero idioti se affermate ciò!

Inoltre comincio anche a diventare insofferente al rovescio della medaglia, ovvero chi torna a casa dopo l’ennesimo cosplay succinto e per l’ennesima volta scrive la stessa cosa per giustificarsi e ribadire il pensiero. Se uno decide di fare un altro cosplay svestito ormai sa benissimo a cosa va incontro, quindi o se ne frega o dovrebbe smetterla di farne. Ovviamente propendo per il fregarsene e basta, pertanto non dovrebbe neppure preoccuparsi di quello che il o la demente di turno ha da dire, perseguendo per la sua strada. Dare giustificazioni fa sembrare che si ha la cosa di paglia all’ennesima volta che le si danno, oltre che a dare soddisfazioni ai Troll che vedono la gente incazzarsi. Troll che il più delle volte hanno frustrazioni personali che cercano di sfogare sugli altri per sentirsi meno sfigati.

Ma ovviamente questa è sempre una mia opinione!

Dal “Vangelo Cosplay” secondo … me

Al di là delle convenzioni più o meno formali ed auliche che vengono proferite quando si parla dell’acronimo cosplay, in realtà non si fa altro che vestirsi da un personaggio X proveniente da una serie Y con un carattere Z e abitudini K. In buona sostanza si dovrebbe diventare quel personaggio per alcune ore, aderendo al 100% a tutto il suo essere, sia fisico che mentale.

Nonostante nessuno vieti nulla a nessuno, è intrinseco che per avvicinarsi il più possibile al 100% del personaggio scelto ci sono necessità e vincoli spesso invalicabili. Ma rimane comunque palese che un personaggio è stato disegnato/modellato/vestito in una certa maniera e se vuoi assomigliarci queste barriere vanno assottigliate il più possibile. Questo è un dato di fatto, non possono esserci  contestazioni!

Quello che succede però nella realtà è che qualcuno si affeziona ad un personaggio che è all’antitesi della propria corporatura o dei propri tratti genetici … altezza, peso, vita, fianchi, seno, … diventano irrimediabilmente i muri con cui ci si scontra. Che fare a questo punto? Si glissa il problema e si pensa ad un altro cosplay? La domanda sembra banale, eppure per anni è uno dei problemi cardine che afflige, insieme all’abito comperato o fai-da-te, i cosplayer di vecchia e nuova leva. Ed anche la pietra angolare del mio sermone odierno!

Partiamo dal fatto che ognuno è libero di fare il cosplay di quello che vuole, ma dal momento che lo fa e si espone pubblicamente, non può poi lamentarsi delle critiche che potrebbero piovere. E parlo di critiche … non di insulti gratuiti. Critiche o possibili satire, come nel caso dell’ormai celebre post di Mad Dog.

Nei lontani anni ’90 ci vestivamo con le pezze al culo o con i costumini ufficiali, ricordo ancora la mia divisa gialla Star Trek TNG e i gradi con cui andai a vedere l’anteprima di “Fisrt Contact” con i capelli “leccati da mucca” e la faccia bianco-giallognola … si stavo facendo il  cosplay di Data! E correva l’anno 1996!

Ora sono cambiate tante cose, nel cosplay il raso è diventato “scarto” e si usano anche stoffe preziose e costose, si usa forex, resine, plastazoto … e chissà quali altri materiali saranno presto annoverati da cosplayer pioneri di nuove tecniche costruttive!

Queste evoluzioni hanno reso più esigente il pubblico che si aspetta dai cosplayer sempre un livello medio-alto, cosa ovviamente impossibile per le nuove leve che non sempre hanno la capacità di portare la prima volta il super-cosplay “che spacca”! Ma ha anche dato a molti il pretesto per nascondersi dietro a questo e non tentare neppure di migliorarsi o affinare le proprie tecniche.

Ma la cosa meno concepibile è il fatto di non accettare ne le critiche ne le satire ne l’auto-ironia che persone scienti di quello che dicono, possono avanzare. Persone che in un decennio hanno fatto un salto abissale nell’ambiente (alcune di queste magari hanno anche partecipato al WCS) non possono dire la loro in modo costruttivo, perchè arriva l’offeso di turno che tira fuori la minchiata del giorno per difendersi o difendere l’amico.

Parliamoci chiaro … se un cosplay fa schifo, fa schifo … e se qualcuno dichiara “io adoro quel personaggio” e lo fa da schifo, mi domando quale sia il vero grado di adorazione per quel personaggio visto che ci ha messo un impegno prossimo allo zero!  E se un veterano da un consiglio, con molta probabilità non vuole fare il figo, ma tramandare un pò di conoscenza a chi è alle prime armi. Eppure tutto viene preso male e sotto Facebook si è costretti a dire “bello” a tutti altrimenti si passa per emeriti stronzi. E’ inutile dire “bello” allo “schifo”, se una persona assomiglia ad una fava invece che al personaggio che dovrebbe bisogna essere realisti e farlo presente. Dire ad un amico “che bello” quando si pensa tutt’altro è bellamente un’immane presa per il culo che non lo aiuterà MAI a capire dove ha sbagliato e perchè.

E’ dai tempi di A.Na.Co. e della nascita di CosmoPlay che mi sono sempre ripromesso di riuscire a trovare qualcuno che voglia “educare” le nuove leve, tanto che sia l’ingresso nel Direttivo che la creazione della webzine erano volte proprio a questo obbiettivo, per paura che che la situazione degenerasse. Ed ora grazie all’avvento di Facebook dove la gente da dietro il video riesce a mentire in maniera spudorata è uscita completamente dagli argini e ci ritroviamo con cosplayer che si inventano via via la propria definizione personale del cosplay e le leggi divine che lo regolano.

  • Abbiamo Misa mora che però ama il personaggio quindi non puoi dirle nulla perchè altrimenti sei un bastardo
  • Abbiamo chi si compera il cosplay al 100% e pretende con un abito dozzinale di scalare le vette di popolarità
  • Abbiamo la supergnocca che guai a toccarla anche se ha un cosplay orrendo, altrimenti i fans ti fanno trovare una testa di cavallo nel letto
  • Abbiamo chi predilige abiti succinti e quindi diventa per direttissima zoccola, troia, puttana, di facili costumi, …
  • Abbiamo chi è un genio della macchina da cucire o della forgia … ovvero un vanitoso, menoso, montato … fa nulla che poi si mette a disposizione delle persone per insegnare e nessuno lo caga
  • Abbiamo persone che hanno senso dell’umorismo pari a zero in un ambiente dove la cosa primaria è il divertimento
  • Abbiamo persone che si vestono da “cartoni animati” ma vogliono fare le persone serie
  • Abbiamo persone che rinunciano a dare esami universitari pur di non mancare ad una fiera
  • Abbiamo i cosplayer che “il miglior premio sono le foto” … ma se non c’è il cosplay contest non si presentano neppure in fiera o peggio quando scoprono che è stato annullato se ne vanno stizzite!
  • Abbiamo le persone “il suo cosplay di X fa cagare, il mio è strafigo” … magari fallo dire al pubblico senza auto-incensarti quale cosplay dello stesso personaggio è migliore, ci fai più bella figura!
  • Abbiamo avuto anche chi ha usato i soldi destinti al matrimonio per farsi il costume per le preselezioni del WCS … tanto il viaggio di nozze era andare a Nagoya … peccato che non ha vinto e tutt’ora non si è sposato!
  • Etc etc …

E tutto questo SENZA neppure considerare tutti i problemi aggregati che derivano dall’unione della parola Cosplay con Contest, altrimenti poi scattano i deliri isterici e di onnipotenza tra magna-magna e azioni subdole o spregevoli!

In cinque anni di impegno nel tentare di “salvare” questo mondo, mi accorgo che tutto si sta perdendo dietro a falsità, approssimazione, superficialità ma soprattutto tanta arroganza. Ci sono cosplay contest ovunque, anche alla fiera delle cipolle dove è praticamente l’ultima attrazione che interessa ai partecipanti delle sagra. E’ stato sdoganato, bistrattato e ridicolizzato dai media grazie soprattutto agli stessi cosplayer che fanno i coglionazzi invece che mostrare le doti artistiche che dovrebbero sottendere al fenomeno. Per forza viene considerato il mondo “degli sfigati“, “degli eterni Peter Pan“, … basta guardare su Facebook o in fiera e subito uno può fare 2+2 su quanto i bimbiminkia e i cosplayminkia stanno dando feedback negativi al pubblico dei “non addetti ai lavori”.

Ho visto insieme ad Alessandro Zuffi a Novegro due ragazzine massimo 15enni in cosplay che fuori dal padiglione si baciavano e leccavano peggio di due cagne in calore, ma la cosa buffa è che non è stato neppure l’unico episodio. E non è omofobia perchè non lo avrei sopportato neppure da due etero … e neppure una scenetta in-character visto che erano due serie differenti … è proprio il fatto di non avere tutti i neuroni apposto e farsi guardare male dai passanti, soprattutto quando vedono alla stessa fiera più occorrenze di queste inutili effusioni amorose tra persone in cosplay.

Oggi è arrivato addirittura un invito a partecipare ad un favoloso evento Facebook … vota la mia foto cosplay per il concorso X … e quando la gente si è lamentata la scusa più banale che si potesse trovare è stata anche la più gettonata dal colpevole “Ma lo fanno tutti“. Se ci fosse stato mio nonno gli avrebbe risposto “se tutti si buttano nel pozzo lo fai anche tu?” … e parlo di un uomo che sarebbe centenario! Bastava uno “Scusate“, invece no ha dovuto perpetrare la sua difesa nel fatto che siccome ci sono i bimbiminkia che partecipano ai contest online e che chiedono voti, lui si sentiva autorizzato ad aprire un evento ed invitare tutti gli amici a votarlo! Se dei mille e passa contatti che ho a livello cosplay tutti facessero così, la mia bacheca esploderebbe! Ma è ancora convinto di avere ragione!

Davvero gente, non ci siamo! Il cosplay è una cosa, l’asilo un’altra e il Carnevale un’altra ancora! Si stanno mischiando le cose in modo disomogeneo … i vestiti da due soldi vanno bene per Carnevale, l’asilo è per i bambini e il Cosplay è appannaggio della gente che davvero ci mette passione nell’organizzare eventi o nel diventare SERIAMENTE il personaggio scelto! Siamo bravi tutti ad aprire l’armadio, prendere i primi vestiti che potrebbero andare e far finta di essere l’eroe dei sogni, ma il Cosplay non è Carnevale e neppure una festa dozzinale in maschera.Come in tutti gli hobby c’è sempre un minimo di sforzo per praticarlo in modo sensato e sempre nel pieno rispetto degli altri, eppure sembra che più che un divertimenti sia diventato un credo “ad personam” che ognuno rende flessibile secondo i proprio comodi.

In conclusione, ognuno si senta libero di fare cosplay di ciò che vuole ma apra sempre le porte all’autocritica e all’ironia che è uno dei pilastri portanti della propria crescita e anche quella del movimento cosplay. Fare cosplay è una scelta, così come lo è ogni singolo personaggio. Non importa che lo volete fare perchè è il vostro preferito, perchè piace al vostro partner o perchè siete identici, l’importante è farlo BENE altrimenti pioveranno le critiche e nonostante le vostre lamentele ognuna di quelle sarà meritata!  Basta considerare il Cosplay come un credo che vi salverà la vita o vi darà la ricchezza! E basta anche a tutti “sei identico/a” quando in realtà stanno come il giorno e la notte cosplayer e personaggio!

Dopo anni mi permetto anche di dire che il Cosplay dovrebbe essere il mezzo con cui dimostrare, divertendosi, le proprie doti artistiche a se stessi e agli altri … non a mettere su due stracci arrabbattati per fare i cretini o rimorchiare in fiera!

E sottolineo che sto parlando di COSPLAY e non di COSPLAY CONTEST!

 

 

Fatevi una risata, Cosplayminkia!

Non bastavano i Bimbiminkia e i Giappominkia a rovinare il panorama cosplay italiano, ora sono arrivati i Cosplayminkia: persone che difendono il cosplay come se fosse una nuova religione e non un divertimento personale.

Le ultime goccie che han fatto traboccare il vaso sono addirittura due pure goliardie, uno come sfottò divertente e l’altro come pura satira sul cosplay.

L’evento “Orgia in cosplay” sotto Facebook che nasce per prendere in giro i mille eventi cosplay che nascono come funghi sul territorio italiano, tanto che ironicamente riporta appunto al discorso sottinteso “con tanti eventi inutili e orridi, facciamo uno che richiami tante persone che si divertono”. Siamo arrivati al fatto che le mamme chiamano preoccupate le persone, alcuni si scandalizzano pensando che è tutto vero, altri invece si stanno facendo le pippe convinti che qual giorno finalmente svuoteranno i serbatoi. In pochi han capito subito che tale evento era una presa in giro alle inutili fiere del carciofo ed aspargo con annesso cosplay contest. Ora siamo davvero al delirio delle mamme che segnalano il sito perchè han paura per la figlia o perchè la figlia non vuole più fare cosplay per paura di capitare in questi eventi. La furbizia poi di scrivere sconcezze nell’evento quando sai che i tuoi leggono i tuoi post … è da Premio Oscar. Goliardicamente ho scritto che parteciperò, saltando il matrimonio di mio cugino … qualcuno in privato mi ha predicato sul fatto che non dovrei saltare le nozze a favore di un evento squallido!

Un vecchio post di Mad Dog dove si faceva simpatica satira sui “cosplay sconci” magicamente tornato in auge dopo 2 mesi dalla pubblicazione. Tralasciando la scrittura piccante, gradita più o meno dai lettori ma tipica di Mad Dog, è stata fatta appunto un pò di satira sul cosplay … niente di più. Eppure si è riaperto un inutile polverone sul cosplay, sulle libertà, sull’omosessualità, su foto con donne “paccute” e altre amenità del caso, senza neppure preoccuparsi di leggere sia l’articolo che i background del Demone Cornuto per comprenderne significato e idee. Al bagaglino vediamo comici su comici fare satira politica ed essere strapagati, con spesso le stesse vittime divertite, ma ci scandalizziamo quando si parla di cosplay in modo un pò divertente e scanzonato, neanche fosse stata insultata una divinità! Per aver scherzato su 3 personaggi svestiti e molto spesso cosplayati, per poco non si passa per pedofili. Oppure ci si prende dell’omosessuale da una persona che riesce a scrivere solo sostituendo le CH con K … tipico esempio di Bimbominkia!

Ormai mi aspetto da un momento all’altro che Pisapia apra a Milano un centro di culto per cosplayer, talmente è alto l’ardimento di qualcuno nel professare il Cosplayesimo, la nuova setta religiosa del terzo millennio!

A parte le esagerazioni (prima che qualcuno poi mi scriva per dirmi dove si professa) torniamo con i piedi per terra e smettiamola con le cazzate, il cosplay è un hobby ed una passione che tale deve rimanere. Io mi diverto a stare in mezzo ai cosplayer e soprattutto a pranzarci e cenarci scambiando opinioni, pareri e tanto altro … ma qui rasentiamo il ridicolo! Non potete prendere davvero sul serio il cosplay! Come si diceva ai miei tempi … ci stiamo travestendo da cartoni animati dopotutto, come pretendiamo di fare sul serio?

Facciamoci una cazzo di risata e torniamo a vivere la VITA vera dove, per quanto può essere importante e sentito il cosplay in quanto fonte di divertimento e socializzazione, non ci da da mangiare ne ci risolve i veri problemi della vita. Anzi a fare così si passa per fessacchiotti, immaturi, ignoranti … insomma per Cosplayminkia!

Il cosplayer da 1.000 Euro di fumetti …

Alla terza edizione dell’Italian Cosplay Contest, evento che dovrebbe decretare virtualmente il miglior cosplayer italiano tra i top nazionali, tutto si è fermato alla prima edizione. Era il 2009 quando, a fronte della manifestazione sperimentale, si stimava che tutto sarebbe cresciuto in quelle successive, visto che un viaggio in giappone o un buono acquisto conspicuo da spendere in una fumetteria, sembrava potesse far gola agli appassionati. Anzi sembrava strano che i papabili finalisti che si erano presentati erano una decina in vista di un premio molto interessante.

Oggi erano addirittura quattro … di altissimo livello senza dubbio, ma quattro! Anzi la Fumettopoli era addirittura vivibile, consentendo ai visitatori di circolare tra le bancarelle in piena libertà. Nonostante ci si metta l’anima (e permettetemi anche dei soldi) in questo evento che dovrebbe stimolare i cosplayer a mostrare il meglio mai prodotto da loro, la risposta è sempre molto molto blanda.Sono sempre apprezzabili i neo-cosplayer che potrebbero essere le nuove grandi leve del futuro, ma la fase finale dell’ICC dovrebbe essere la “festa” per i veterani, gli stessi però che la snobbano!

Qualcuno parla addirittura di boicottaggio per le risposte di Puccini su diversi media, senza voler neppure prendere in considerazione che spesso potrebbe essere esasperato da diverse anomalie, vandalismi e inciviltà che si manifestano regolarmente durante questo evento ormai alla XXXVI edizione. Una volta sono molteplici furti, un’altra sono i divanetti, un’altra una porta scardinata … insomma mi sembra davvero irrispettoso per lui e tutto il suo staff boicottarli nonostante la passione e il lavoro che regolarmente fanno per far divertire i cosplayer.

Senza dimenticare che il prezzo del biglietto spesso è regolamentato in funzione dei danni da pagare delle edizioni precedenti e di quelli possibili di quella in corso, a causa di scalmanati che non meditano che una buona parte di colpa è proprio loro.

Ho in compenso apprezzato molto la scelta di una giura promiscua e competente ad ampio spettro: Mabelle Sasso, Ivan King, Natasha Ziviani, Barbara Boera e ovviamente Nadia Baiardi! Inutile dire che la conduzione di Luca Panzieri, coadiuvata dall’esperto “disturbatore” Maurizio Merluzzo è sempre una garanzia.

Molto soddisfatto inoltre della vittoria di Francesco Sanseverino con Ryo dei 5 Samurai, armatura che attendevo di vedere da 7 mesi, confermandolo uno dei cosplayer maschili top del nostro panorama. Impeccabili comunque anche gli altri cinque finalisti, soprattutto Giada e Anna Sances che secondo me avevano ottime possibilità di scalzare lo scettro a Francesco.

Nel complesso ritengo che la Fumettopoli sia una fiera comunque immancabile per gli affezionati, tanto che nonostante i tentativi di boicottaggio accorrono sempre, pertanto dovrebbe essere rivalutata da tutti perchè è sicuramente una manifestazione organizzata molto meglio delle centinaia che spuntano come funghi, frazionando le domeniche in tanto tronconi regionali invece di creare un movimento compatto. Lo staff ora sta scommentendo sul cosplay, tanto da mettere in preventivo la prossima edizione di Novembre addirittura al Forum di Assago … vedremo ora come reagirà il nostro “mondo”. La speranza è che finalmente l’affluenza salga vertiginosamente, così da avere momenti di divertente aggregazione … ma anche che permanga lo sforzo di non saturare gli spazi con bancarelle che renderebbero la XXXVII Fumettopoli nuovamente invivibile!

 

L’annosa diatriba sul Fotoritocco

Più mi addentro nel mondo fotografico professionale e nel cosplay, più sento le inevitabili polemiche legate al fotoritocco, una questione che ormai va avanti da tempo ma che è “esplosa” con l’avvento della tecnologia digitale.

E’ opinione di molti che la vera bravura del fotografo sia quella di non farne alcun utilizzo, perchè con la tecnica si può sopperire al fotoritocco. Niente di più sbagliato, perchè la bravura del fotografo è quella di riuscire a portare a casa la foto a qualsiasi condizione. L’immagine del post è volutamente una piccola e semplice dimostrazione del fatto che una foto (porzione a sinistra) con una divergenza di così tanti STOP tra le alte luci e le ombre, non poteva essere portata a casa che in quella maniera. Una compensazione di sovraesposizione bruciava i bianchi sull’abito lucido, stessa sorte era per tempi o diaframmi più lunghi o aperti. Ovviamente se avessi avuto luci o pannelli riflettenti in quell’occasione, sarebbe stato tutto differente, così come se ci fosse stato modo di far avanzare Federica un pò di più verso la luce, senza crearle una postura innaturale. Sono bastati però due click di fotoritocco per ridare lucentezza al viso e a qualche ombra, destinate altrimenti ad una scarsa luminosità.

La scelta è stata anche di usare un Picture Style neutro, così da avere una RAW pulita da tutte le compensazioni algoritmiche della fotocamera. Qualcuno si vanta di non usare assolutamente nessun software dimenticandosi poi che imposta “Panorama”, “Ritratto”, ecc. falsando comunque i colori rispetto alle scelte del programmatore. Non lo fa lui … lo fa un chip!

Spesso inoltre la stessa RAW appena viene aperta, incorre già in piccoli fotoritocchi da parte del sotware. Questo perchè non esiste un formato vero e proprio; ogni produttore ne ha uno e spesso addirittura varia da un modello all’altro di fotocamera. Quindi me la rido quando alcune persone mi dicono che non usano Photoshop, GIMP o Lightroom perchè solo per aprirla da pubblicare sul web, una RAW deve per forza essere processata e convertita!

A conti fatti, esisteva la camera oscura che faceva ieri quello che la Camera Bianca fa oggi … è solo nettamente meno dispendioso farlo con un programma che con acidi, pennelli e macchinari. Lo stesso HDR è la fusione di più foto che necessitano di scatti coerenti per essere messi in layer … se il fotografo fa foto schifose avrà un HDR altrettanto schifoso … ma per unirli ci vuole necessariamente un software. Quindi non dite che non usate nessun software perchè mentite a voi stessi.

La foto poi andrebbe anche sistemata per ridurre la slavatura che assume dai toni neutri del Picture Style e la leggera sottoesposizione, oltre ad altri accorgimenti per renderla molto più incisiva … ma non era questo che volevo dimostrare, bensì che è inutile fare i “furbi” o sminuire chi ne fa uso. Soprattutto quando si scatta con il cielo nuvoloso e magicamente ne appare un Blu California che “puzza” molto di filtro degradante.

Dal “Vangelo Cosplay” secondo i Bimbiminkia

In quel tempo, nasceva il cosplay italiano, una pratica di nicchia riservata a pochissimi nerd eletti che con un pò di raso e qualche stoffa di basso costo imitavano con molta approssimazione eroi di Star Trek, Star Wars e quando andava bene di vecchi anime o manga in voga negli anni ’80. Poi con il nuovo millennio tutto venne sdoganato e pian piano affiorarono i primi Bimbiminkia. Ora l’ambiente è permeato di queste creature che fanno lunghe filosofie sullo “Spirito del Cosplay”, un’entità sopranaturale che loro conoscono bene perchè sono portatori della sua parola. Pontificando, raccontano strani aneddoti sul cosplay come pratica nata in Giappone .. bla bla bla … dove … bla bla bla … senza neppure sapere che ciò che succede nel Sol Levante e all’antitesi della nostra concezione media nazionale!

Vediamo di capirci una volta per tutti, non esiste nessuno Spirito e se mai ne esisterà uno non saranno loro a determinare cosa rappresenti. A molti, soprattutto novizi, non è chiaro un concetto fondamentale, ovvero che è un modo di vivere eventi e fiere, non la ragione primaria di vita. Nessuno biasima chi sta ore ed ore per creare un costume perfetto se è la sua passione, così come nessuno si deve permettere di farlo per chi se lo fa fare o lo compera. Finchè un’entità ufficiale e riconosciuta non metterà i paletti a cosa è cosa non è il Cosplay nessuno deve andare a predicare la sua visione come verità assoluta.

C’è chi ha la mano santa con l’ago e chi con materiali plasitici, c’è chi ha i soldi per comperarli o farli fare, c’è chi non ha soldi e se lo arrabatta pur di vivere qualche ora in fiera un’esperienza diversa dalla routine quotidiana. Tutti in egual modo hanno diritto di farlo.

Ma i Bimbiminkia inside, a volte addirittura supportati dagli anziani del cosplay, danno il loro meglio in quello che più di tutto trascende la base del cosplay: i Contest. Le gare non sono Cosplay, sono appuntamenti “agonistici” dove una persona si confronta in campo aperto non a colpi di foto, bensì con una giuria. Qui non si vive più il Costume Play ma la ricerca della perfezione per vincere sugli altri.

Alla fine di ogni contest c’è sempre la stessa sterile polemica: giuria corrotta, vincono sempre sempre gli stessi, è tutto un magna magna. Ma qualcuno si è mai fatto l’esame di coscienza considerando che vincono sempre gli stessi perchè sono sempre superiori agli altri? Sveglia gente è una competizione, quindi vince chi è bravo! Se portate cosplay di livello medio-basso e pretendete di vincere avete sbagliato “sport“! Se vi comperate i vestiti su Ebay o simili probabilmente non vincerete perchè saranno dozzinali e poco dettagliati, senza considerare che si vedono lontano un miglio … abbiate almeno la compiacenza di arricchirli se volete provare a vincere! Se vedete cosplayer a cena con i giurati, non è magna-magna bensì la normale vita per cui la gente si incontra, si diverte insieme e passa le serate in compagnia … soprattutto quando sono cene da 40/50 persone!

E cosa ancor più importante, smettetela di partecipare ai cosplay contest su Facebook se poi dovete piangere giorni e giorni che vince sempre chi ha tanti amici che mettono “mi piace“, se non vi è chiaro vi svelo l’arcano: è così e sarà sempre così! Quindi o vi fate millemila amici fidati o rinunciate se dovete lagnarvi in bacheca come smidollati.

Per voi, carissimi Bimbiminkia (purtroppo spesso in età pressochè adulta), ho solo una parola che potete desumere dall’immagine: LOSERS!

Il diavolo veste “Cosplay”

E’ un periodo che aprendo Facebook trovo nelle bacheche altrui fiumi di post in stile “Rosik” che additano le cosplayer con cui madre natura è stata più generosa. Così queste ragazze vengono considerate “zoccole” solo perchè possono permettersi di vestire cosplay più succinti, guarda caso in pieno stile anime e manga.

E’ ormai una moda passare le giornate a controllare se una collega avvenente ha indossato un nuovo cosplay scoperto per correre subito sulla propria home a gridarlo al mondo, come se fosse uno scandalo da lavare con il sangue. E guai a ribattere alle stesse quando si macchiano dello stesso “peccato”, perchè statisticamente chi scrive è la stessa persona che due fiere dopo è in giro con un cosplay provocante o che entro pochi giorni posta un suo “instant cosplay” sexy su internet.

A prescindere dalla libertà di oguno di mettersi il cosplay che più aggrada, è veramente svilente che certe persone si arroghino il diritto di offendere le cosplayer che hanno la fortuna di avere un fisico adatto a vestire i panni di eroine procaci, soprattutto quando se la prendono perchè hanno “tette e culo” al vento proprio come il personaggio che interpretano. Non è giustificabile neppure chi si lamenta che <<mette addoso due stracci solo per farsi fare due foto>> visto che è uso comune di molte cosplayer questa metodologia, non solo quelle più avvenenti.

Se il cosplay è divertimento come si dice spesso, allora ognuno è libero di vestirsi come vuole, altrimenti mettiamo dei paletti e cominciamo a discutere seriamente su tutti i cosplay-straccio, vestiti comperati, attinenza zero con il personaggio, etc … e vediamo quanti cosplayer seri si salvano!

E ricordatevi sempre che l’abito non fa il monaco … ma soprattuto puoi girare per le fiere con un cosplay pressochè nudo ed avere eleganza e portamento, ma anche con un cappotto addosso e sembrare una baldracca o una sciattona.

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