Debatable Cosplay

Lavora presso Cosplay

Lavora presso Cosplay. Hobby o Professione?

Lavora presso Cosplay. Quante volte ci si è imbattuti in questa dicitura navigando tra i profili dei cosplayer? Quante domande sono state poste in merito a questa semplice, innocua eppure faziosa dichiarazione da parte dei relativi utenti? Io penso che la risposta sia: Tante!

Dopo un lungo tempo passato ai margini di questo mondo per motivi lavorativi, in quest’ultimo mese mi sono scontrato con delle realtà molto interessanti e controverse su cui ho a lungo riflettuto. Le motivazioni di questa meditazione sono varie e scaturiscono da diversi accadimenti che mi hanno coinvolto in modo più o meno diretto. Premetto subito che non vuole essere una critica a nessuno, ne un attacco o tanto meno motivo di diatriba ne flame, bensì uno spunto di riflessione che analizza l’attuale andamento di questo fenomeno. La polemica sta a zero, quindi tirate le vostre conclusioni senza inutili strasichi puerili perchè quello che dirò è solo un dato di fatto che non voglio giudicare ne condannare. Sarebbe fine a se stesso e senza una verità universale, oltre al fatto che al momento il cosplay, che ci piaccia o no, va così.

L’antefatto per eccellenza nasce con l’ormai noto video sexy di Himorta e Lucy Lane. La pubblicazione del medesimo ha portato lunghi strascichi e flame in cascata dove, per l’ennesima volta, veniva messo alla gogna l’atteggiamento sfrontato, poco pudico e al limite del porno di alcune cosplayer. Le due succitate nel caso specifico, ma è un problema ciclico con molte altre. Immancabilmente si è ricaduti nuovamente su Giada Robin che ha dovuto intervenire per discolparsi, così da trovarci per la prima volta ad avere live parallele di accuse, insulti e prese di posizione. Per la cronaca non ne ho seguita nessuna delle due, ma è comunque curioso che ci sia quasi ridotti ad una gara di share di pubblico su Facebook per convertire haters a nuovi proseliti. Se il video l’avesse fatto Jessica Nigri nessuno avrebbe fiatato, ma noi italiani siamo campioni nel lapidare i nostri connazionali, quindi è nato un piccolo scandalo.

La domanda spontanea sorta, e sotto certi aspetti condivisibile, è: cos’è cosplay e cosa no? Alla fine possiamo considerare cosplay un video in intimo in previsione di indossare una tutina di lycra? E’ cosplay la carrellata su deretano e reggiseno, quindi paragonabile al famoso “play” di un’interpretazione? Sinceramente io ho una mia idea, ma è dal 2006 che gravito nuovamente in questo ambiente e , viste le evoluzioni in 11 anni, è ampiamente di parte in rispetto ai vecchi tempi meno confusi, seppure non meno difficili da gestire rispetto alla domanda originale.

Nel 2006 tutto era molto più raffazzonato, era tanto se qualcuno aveva accessori pregevoli in legno e naturalmente il grosso degli abiti erano cura dei cosplayer o delle rispettive mamme piuttosto che nonne. Le serie anime e i manga erano meno diffusi, pertanto la scelta era molto stretta e molto spesso ognuno conosceva tutto del suo personaggio. Di fiere se andava bene ce n’erano due al mese e solo tra febbraio e novembre, con mesi addirittura senza. Eppure già si dibatteva se film e comics erano considerabili cosplay oppure no, così come il fenomeno Gothic Lolita fosse parte di questo mondo oppure fosse parallelo. I grandi flames si facevano sui forum, ma il vero problema spesso era solo una rivalità tra di essi e non tra le persone come accade ora.

Nel 2017, dopo un assenza forzata di poco meno di due anni, mi ritrovo spaesato nel notare cambiamenti sostanziali e radicali per cui penso che la vera domanda sia appunto “Ma il cosplay è solo un hobby o è diventato una professione?“. Dopo quel video ho avuto modo di parlare con diverse persone e confrontarmi sulla questione, ponderando il loro stile di vita, lo status sociale e anche la possibilità di sopravvivere di solo cosplay. E la cosa eclatante è che nel senso lasco del termine è ormai assodato che possa diventare un lavoro a tutti gli effetti. Un impiego retribuito, in regola con lo Stato e partita IVA e che da un’ampia autonomia economica anche dopo le spese per i cosplay da realizzare. Sicuramente potrebbe essere considerato un lavoro a tempo determinato, a meno di avere doti particolari per reggere in questo status per 40 anni di contributi, ma il dato di fondo è che si può fare.  I vecchi proclami sulla terna di persone che sono in grado di lavorare come cosplayer in realtà decade aprendo le porte a persone più o meno conosciute dalla massa come professionisti del cosplay.

Venerdì scorso ho avuto il privilegio di avere a cena Yuriko Tiger con cui mi sono confrontato, visto anche la sua promettente carriera all’estero nel campo dello spettacolo. Tutto sommato, a parte i problemi burocratici legati al Giappone, alcuni cosplayer in Italia sono alla stregua di piccole starlettine così come lo è lei nel Sol Levante. Anzi in Italia hanno al momento più margine di profitto loro, proprio per questa sorta di ambiguità professionale.

Parliamoci chiaro, nessuno di loro ha al momento guadagni stratosferici, ma basti considerare che non è escluso a volte che, dopo aver pagato tasse e contributi, rimanga in tasca lo stipendio di un operaio medio. E il tutto senza il rischio sul lavoro con macchine pericolose, attrezzature malfunzionanti o impalcature instabili. C’è anche da dire che i soldi non piovono dal cielo e ci vuole dedizione ed intelligenza per riuscirci, ma il dato su cui riflettere è che anche se in molti non se ne accorgono annebbiati dai like, dagli shooting o dai flames, il cosplay potrebbe non essere più un semplice hobby per qualcuno. Questo comporta però determinate scelte, comportamenti e di conseguenza un’esposizione mediatica più spinta del proprio corpo. La cosa incredibile è che succede molto più spesso di quanto si creda, eppure le cosplayer additate sono sempre quelle due o tre. Se avete l’accortezza di fare un paio di indagini accurate, potreste scoprire come tra Patreon, Storenvy, donazioni e cache fieristici (non considerando altre possibili amenità) quanti cosplayer riescano a  ricavare importi mensili lordi tra 1000$ e 2000$ di media.

Questa consapevolezza sposta quindi l’ago della bilancia del cosa sia il cosplay su una taratura personale, che invito ognuno di voi a rendere tale. Ammettendo che il cosplay sia una professione tutto ha senso, anche i video softcore se servono a fine mese a portare a casa lo stipendio. Ha senso che alle fiere vengano invitati i professionisti perchè hanno anche un regime economico legale che comporta detrazioni per l’ente. Hanno senso video proclami che danno visibilità, soldi e battage pubblicitario sia che siano seguiti da fan che haters; l’importante sono le visite ed i minuti che li guardate. Ha senso Patreon più o meno hot ed anche i selfie sexy ad ogni ora del giorno e della notte, con tanti saluti alla meritocrazia.

Se vogliamo invece tirare le redini e restringere il campo occorre nuovamente mettere paletti che è più di undici anni che si prova a piantare senza successo. Ognuno di noi ha una sua visione di questa arte, ma nessuno al momento detiene il potere per codificarla opportunamente. Ci abbiamo provato fino al 2010 con A.Na.Co. ma i risultati sono stati evidenti, con tanto di scioglimento dell’associazione per controversie di visioni. Io volevo educare i cosplayer cercando di rendere una volta per tutte univoco il significato, ma era evidente che era impossibile mettere d’accordo 150 soci, immaginatevi l’attuale “popolazione” cosplay dei social. Un tempo era quasi impensabile che i cosplayer venissero in fiera senza che ci fosse un contest, ora la lo si fa per le foto ed i video autocelebrativi. Un tempo i fotografi che si interessavano a documentare la fiera li contavi con una mano, ormai siamo arrivati ai set a pagamento in fiera e spesso non c’è un posto libero per farli senza accavallarsi.

Cosa voglio dire in buona sostanza? Che sto leggendo su facebook un’infinità di assurdità senza un senso logico, cognitivo e conoscitivo di quello che ruota intorno al cosplay attualmente. In questo momento della storia c’è un tale disordine e deficienza (nel senso stretto del termine) che da dietro la tastiera di un PC  fate tutti i grossi facendovi prendere dall’euforia e dall’ansia da prestazione. Nella realtà invece il fenomeno è diventato molto complesso e per qualcuno anche economicamente vantaggioso.

Cosa mi aspetto dopo questo articolo? Nulla tutto sommato, a parte la speranza di avervi dato degli spunti su cui riflettere in maniera costruttiva e non distruttiva. Si è voluto negli anni idolatrare alcuni cosplayer più per l’aspetto fisico ed il carisma che per la meritocrazia ed ora i termini di scelta spesso sono questi. Si è voluto spingere il cosplay verso il sexy estremo, anche ammirando all’estero alcuni esponenti, ed ora in Italia si è sdoganata anche questa possibilità. Si è sfruttato il lato più nerd per qualcuno, e meno pudico per altri, per rendere il cosplay una fonte importante di sostentamento economico. Ora pensate davvero di poter fare un semplice dietro-front e cancellare tutto con un colpo di spugna?

Parliamoci chiaro, chi sta guadagnando decentemente è gente che sta sfruttando in maniera egregia la sua fisicità, sensualità ed intelligenza ovvero quello che fan, media, televisione ed internet vogliono e reclamano a gran voce. I loro social non crescono con i like e i cuoricini casuali, bensì con gente che ciclicamente va sui loro profili direttamente per vedere le novità. Hanno step patreon singoli anche da 400-600$ già sold out. Possiamo e vogliamo davvero biasimarli per voler sfruttare questa fortunata occasione?

Con l’occasione faccio anche notare che all’estero (negli USA principalmente) ci sono le cosplayer professioniste da anni, e tra le più seguite ce ne sono anche di abbastanza generose in forme. Loro le osannano, da noi fanno gli articoli fake e stupidi definendole “balene”. Queste “balene” campano facendo quello che molti sognano di fare: vivere di Cosplay. Queste presunte “balene” hanno alzato la testa creandosi un piccolo impero nonostante le gambotte ed il culo grosso perchè hanno avuto le palle di rendere se stesse dei personaggi pubblici ricercati. Un esempio interessante è Ivy Doomkitty, cosplayer di Los Angeles che ha creato intorno a se un importante seguito di follower e sostenitori usando cosplay sexy, nonostante da noi sarebbe stata presa in giro continuamente. Quindi è davvero così necessario avere il corpo da topmodel per fare cosplay straordinari e sexy alla stesso tempo? O forse sono i nostri connazionali che, ripeto, sbavano su tutte le straniere a priori e inveiscono a prescindere sulle cosplayer italiane? Perchè ci si ostina a concentrarsi sul fisico delle cosplayer anche quando in realtà sono straordinarie nonostante siano “in carne”? Passi che mettendo al confronto una Nigri con Doomkitty voi preferiate Jessica, ma nella sua singolarità è bene imparare a guardare prima il complesso del cosplay rispetto al  fisico, perchè potreste scoprire che in realtà è fantastica così. Se a prescindere invece diamo contro, non vorremo mai vedere il buono in quel lavoro ma solo quanta ciccia può avere addosso, perdendo voi di intelligenza e dignità … non lei.

In una lontana Fumettopoli incontrai e fotografai una certa Elphaba tratta da Wicked perchè era favolosa in tutti i sensi. Avevo cosplayer sexy e mezze svestite, eppure mi attirava di più questa cosplayer sconosciuta. Stessa cosa accadde a Novegro con una certa Madame Red di un’altra cosplayer. I loro cosplay sono sempre stati impeccabili e fotografarle un’esperienza mistica per i risultati. Entrambe forse non avevano proprio il physique du rôle che tutti si aspettavano, ma erano meravigliosamente perfette nel Cos e nel Play! Voi attualmente le conoscete rispettivamente come Simona Marletti e Manuela Russo. Ancora oggi preferirei scattare loro rispetto ad altre starlettine cosplay senza un’anima ne un’abito curato.

La verità è che ormai si è permesso che il cosplay fosse tutto e niente, quindi ognuno lo vive a modo suo in chiave più o meno morbosa, più o meno pudica e più come un hobby ma possibilmente come trampolino di lancio nel mondo dello spettacolo o addirittura del business. Ecco perchè il 90% delle polemiche, flames e diatribe sono fumo negli occhi. C’è l’egoismo dell’autocelebrazione ancor prima del divertimento e condivisione della parte prettamente artistico-ludica.

Ognuno tragga le proprie conclusioni e rifletta su quanti flame inutili stanno nascendo per difendere quello che sembra a molti un succoso arrosto ma in realtà è una confusa cortina di fumo. My 2 Cents!

Il Team Italia protagonista del WCS 2015

Circa cinque anni fa stavamo festeggiando la vittoria di Luca Buzzi e Giancarlo Di Pierro al WCS 2010, ignari del fatto che sarebbe stato una specie di preludio al trionfo del Team Italia al WCS 2015.

Avrei dovuto essere anche io a Nagoya ma problemi indipendenti dalla mia volontà me l’hanno impedito, così mi ero ripromesso di di guardare la diretta per gustarmelo tutto ma causa lavoro ho dovuto abbandonare lo streaming dopo l’esibizione dei nostri. Finalmente oggi, grazie al timeshifting di Niconico, sono riuscito a guardarlo e la nostalgia è stata tanta.

Ricordo ancora il rischio di volare da quattro metri d’altezza festeggiando insieme a Matteo Bardella la vittoria, mentre ero al telefono live con Nadia Baiardi in Italia pronta a brindare, gridando nel contempo a Massimo Barbera negli spalti laterali tra gli applausi del pubblico di fondo rivolto verso noi due invece che ai due vincitori!

Oggi ho rivissuto per qualche istante quell’ebrezza conscio che il tetto del mondo cosplay era tricolore per molti sensi. L’ennesima prestazione favolosa del Team Italiano è la riprova che in questi anni abbiamo dominato lo scenario mondiale tra primi e secondi posti incalzando anno per anno le altre nazioni.

Il secondo posto di quest’anno con gli Evangelion è l’orgoglio di un rappresentante che in due partecipazioni ha collezionato entrambe le volte i posti di prestigio, la forza di una squadra che ha lavorato incessantemente per due anni al fine di sbalordire il Sol Levante, la professionalità della sartoria cosplay italiana unita alla devozione per le armature di altrettanti appassionati. E’ la vittoria d’argento di Luca Buzzi e Manuel Capitani, ma è il trionfo di molte persone che hanno reso possibile questo sogno, a partire da Claudio Capitani arrivando fino a Valentina Hernández Gutiérrez!

Ma incredibilmente anche il primo posto meritato dei messicani Twin Cosplay ha lo zampino italiano, infatti la loro selezione per il WCS è stata vagliata anche da NadiaSK ospite della convention TNT, contando anche il ringraziamento pubblico finale durante lo streaming degli stessi a Valentina Hernández Gutiérrez, considerata come Loro Mentore!

Questo WCS ha portato troppe ripetizioni tra Ali di Iside, Paraventi e Slow Motion. Ha portato la Spagna a vincere l’award Cosplay WIG contro la temuta Russia. Ha fatto capire che è un evento strano in cui nonostante vinci diversi premi, come Honk Kong, puoi non salire sul podio. Puoi portare un bellissimo Getter Robot e non essere neppure considerato degno di nota così come vincerlo tre volte (di cui due consecutive) con un’esibizione tratta da Zelda . La cosa ormai certa però, è che puoi provare a sconfiggere l’Italia del cosplay, ma lei si piega senza spezzarsi; e quando meno te lo aspetti si rialza e colpisce duro. Ogni anno!

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WCS 2015 aspettami

Dopo un periodo intenso di stress generale per motivi lavorativi e finanziari, nonchè di rinuncie per le fiere di Lione e Romics, poter strillare per casa e sfogare così tutta le tensione dell’ultimo mese, dopo la vittoria per le selezioni WCS di Luca Buzzi e Manuel Capitani, è stato un sollievo incredibile.

A prescindere da tutto è ormai tre anni che aspettavo la conclusione di questo progetto cosplay “maledetto” che si è concretizzato, grazie anche alle sapienti manine e sforzi di Claudio Capitani, portandoli al traguardo a cui puntavano noi “affezionati” dopo la trasferta epica del 2010 dove abbiamo assistito addirittura al coronamento mondiale del cosplay nazionale.

Nei brevi minuti tra cui ho appreso della vittoria e chiamato Claudio e Valentina mi è scorsa davanti tutta la trasferta nipponica e la consapevolezza che a Nagoya nel 2015 non potrò assolutamente mancare! Perchè è scontato che il “Team Italia 2010” dovrà espandersi ed evolversi in “Team Italia 2015“. E il prossimo anno vogliamo anche le “straniere”.

A chi si lamenta del fatto che un vincitore mondiale si ripresenta e vince nuovamente, privando altri della possibilità di realizzare questo sogno, vorrei dire “vi capisco in fondo” ma la mia gioia per il fatto che potrò tornare in Giappone nel 2015 a sostenere la causa, mi rende egoista a tal punto da pensare che in fondo è una gara. E se i giudici hanno deciso che loro erano il top, è inutile stare a discutere. Chi prova il WCS e lo vive intensamente non può fare a meno di sentirne l’astinenza. Io l’ho provato da “giornalista” e “seguito” con un’astinenza durata 4 anni e oggi sono già in ansia per un evento a cui parteciperò tra 9 mesi. Neanche fosse mio figlio.

Non sto neanche a cercare, sindacare, discutere su possibili detrattori a questa vittoria perchè, sinceramente, non c’era proprio storia. Non mi innalzo a dire che fossero i migliori, anche se ovviamente in cuor mio lo speravo, ma nessuno potrà mai negare a loro questo successo perchè ciò che è stato portato su quel palco è la passione vera di persone che hanno lavorato sodo, come tante altre, per mostrare al pubblico il meglio del cosplay italiano. Ogni commento negativo, soprattutto legato al fatto che è ingiusto che una persona partecipi più volte, è assolutamente superfluo e fuori luogo; è una gara dove DEVE vincere il migliore. Il pubblico stesso ha decretato la vittoria a gran voce, quindi le poche voci fuori dal coro sono pura polemica accademica.

Fine delle considerazioni. Ora iniziano i preparativi mentali per viaggio, intinerario e varie amenità. Insomma WCS 2015 aspettami!!

Cosplayer: feccia o perno delle fiere?

Impazza in questi giorni sui vari social il botta e risposta al video youtube di dellimellow87 destinato a cosplayer e organizzatori di eventi. Nel sunto il problema sembra essere uno e solo uno: al suddetto non sta bene che i cosplayer entrino in fiera con uno sconto, seppur misero. Tralascio volutamente le scuse puerili e gonfiate a cui adduce per poter poi riassumere il suo disprezzo verso i cosplayer, sia perchè sono i soliti luoghi comuni (non necessariamente errati, ben inteso) triti e ritriti, sia perchè non mi pare che lui stesso conosca il mondo cosplay così bene da potersi permettere di giudicare. Insomma è un pò il bue che dice cornuto all’asino  quando  punti il dito sulla leggerezza dei cosplayer che non possono mettere un abito X perchè non sanno vita, morte e miracoli del pers0naggio; mi sembra più grave insultare senza sapere neppure l’argomento di cui si sta discutendo.

L’odio che fa trasparire dal video è ancor meno etico e civile, proprio perchè a lui personalmente i cosplayer non han proprio fatto nulla. O se l’han veramente fatto non ce ne dà alcuna comunicazione dimostrando che il suo video è assolutamente inutile e fine solo ad alimentare la polemica e naturalmente cercare di aumentare la sua presunta importanza e visibilità di youtuber.  Ma supponiamo che lui abbia ragione totalmente, per assurdo ovviamente!

Io con un semplice sito sbaraccato ed una rivista PDF casereccia ho avuto per anni l’accredito gratis alle fiere come “Press”, com’è possibile che il più grande esperto italiano e famoso youtuber non riesce a fare altrettanto? E non parlo dell’evoluzione negli ultimi anni dove la nostra situazione di visibilità si era alzata, ma proprio dei primi anni dove l’affluenza era bassa e magari qualche biglietto in più pagato faceva comodo agli organizzatori. Devo dedurre che l’importanza che si da lui non è quella riconosciuta dagli organizzatori? Allora cosa centrano i cosplayer se gli organizzatori non hanno interesse negli youtuber?

E dalla domanda di cui sopra nasce la domanda accessoria. E quindi se agli organizzatori non interessano gli youtuber (non tutti ovviamente, per usare le sue parole) è davvero così reale il fatto che sia il cosplay a rovinare e non interessare gli attori del mondo di fumetto, manga e animazione? Temo che siano retoriche quindi non spendo neppure una parola per rispondere. A prescindere poi dal fatto che i cosplayer spesso non comperano in fiera per i prezzi e per il fatto che molti stand portano e riportano sempre la stessa merce inflazionata, vecchia e rivista se non addirittura i manga che la gente acquista regolarmente nella propria fumetteria.

La verità è, detto per inciso, che quel video è porcheria completa perchè, anche se nel complesso esprime più o meno concetti veritieri, non sono ne contestualizzati correttamente al motivo e titolo del video, ma neppure argomentati in tono civile ed etica per una persona che invece dovrebbe fare informazione corretta se si reputa importante e professionale. Ma già si capisce dalle fiere a cui è stato invitato quale importanza gli viene data nella community italiana, praticamente eventi del fumetto di terza fascia d’importanza rispetto alle fiere canoniche di importanza nazionale per il popolo del fumetto. Eventi a cui ho fatto giuria (Lucca, Romics, …) pur essendo un quasi nessuno a parte un fotografo che si dilettava con amici a fare una rivista di nicchia. E lo sottolineo non per fare il superuomo, ma per enfatizzare il fatto che l’importanza nelle community arriva dalle community, non c’è autoincensazione con  diritto di rispetto assoluto. Ha voluto autoincensarsi come “più importante” “maggiore esperto” e tante altre cose per una serie manga/anime che è e rimane UNA. Il cosplayer nel bene o nel male non sarà il super esperto di serie, ma rappresenta più serie e diventa in automatico di più interesse per le fiere del fumetto ma soprattutto per gli autori. Senza considerare la differenza di sforzo tra tirare in ballo un costume ed una intepretazione invece di sparare quattro cagate davanti ad una webcam. Il cosplayer si merita lo sconto perchè porta spettacolo e colore in fiera attirando fotografi e curiosi a 360° e non solo degli appassionati di One Piece!

Diversi cosplayer hanno avuto ottimi feedback dagli autori, una cosplayer italiana ora in giappone per lavoro (Yuriko Tiger) è stata oggetto di action figure dedicata, diversi cosplayer sono entrati in un gioco di carte italiano. Addirittura una cosplayer italiana (Nadia Baiardi) è stata di ispirazione per Kiriko Yumeji nell’illustrazione dell’ultima copertina del manga  Le Chevalier D’Eon, tralasciando poi i suoi meriti e riconoscimenti al di fuori di questo contesto. Lei come altri hanno portato il cosplay italiano all’estero e sulla vetta del mondo dando nettamente più lustro al fumetto e alle fiere italiane di un canale youtube localizzato in italiano.

Scusate ma reputo che se il fulcro del discorso fosse davvero che i cosplayer non dovrebbero entrare in fiera perchè inutili o feccia degli eventi, chi ha fatto sto video e crede davvero in ciò che dice o è disinformato totalmente o è disturbato mentalmente nelle associaizoni di idee. E ripeto, non entro in merito al contenuto stretto di ciò che è il cosplay in Italia, bensì sulla stucchevole necessità di usare motivi inconsistenti al discorso per lenire la sua frustrazione di essere poco noto. Ha fatto più visualizzazioni (quasi il doppio) questa protesta che i suoi video classici su One Piece o altro.

La morte non è poi cosi brutta

Sfrutto il titolo usato per pubblicare il mini shooting fotografico con Pamela Colnaghi a Novegro per fare due riflessioni sul cambiamento di alcuni fattori interessanti legati al cosplay e alla fotografia. E’ vero che ultimamente non sono più presente come prima alle fiere, ma è stato il Festival del Fumetto a darmi spunto d’osservazione sul cambio del fenomeno.

Un tempo si diceva che la soddisfazione massima era avere tanti applausi e foto, non tanto vincere la “coppa di latta” … mai come questa domenica la cosa è veritiera. Il parco del centro espositivo era una distesa di ombrellini, bank, flash, teli riflettenti dove ogni angolo era buono per il fotografo della domenica, o per i più esperti, per ritrarre uno o l’altro cosplayer anche nei luoghi più impervi o meno adeguati. A parte la scarsa partecipazione a Mister Cosplay, anche la gara stessa è stata bistrattata dai cosplayer abituali sia sul palco che come pubblico, generando un flusso di cosplay in passerella di scarso interesse ed incisività. A parte ovviamente i pochi “noti” che riescono sempre a stupire.

Dal mio canto questa volta ho deciso di invertire la tendenza preferendo immortalare le esibizioni, piuttosto che entrare nel bagno di sangue delle foto in esterna. Ormai facevo le foto al palco solo per motivi di reporting per gli organizzatori, ma questa volta la scelta è stata volontaria per dare almeno un ricordo a tutti i partecipanti visto che i fotografi che solitamente presenziavano e che sicuramente dopo pubblicavano le foto erano davvero pochi. Soprattutto quelli che ne rilasciano normalmente di apprezzabili.

Insomma ora il cosplay dà l’impressione di essere svolto in virtù delle foto da pubblicare su internet nei vari profili e fanpage, tanto che sui vari social tutte le grosse polemiche ormai vertono appunto su considerazioni varie gravitanti sul come, dove, quando, chi e perchè. Non si conoscono gli altri cosplayer ma li si giudica dalle foto in base a quanto sono scoperti i personaggi e quanti centimetri di chiappe o tette sono in mostra. E questo vale sia per gli accusatori che per i lecchini, perchè per quanto è vero che non tutte le cosplayer sono “mignotte” alcune è palese che un pò troppo “troiette” lo sono. Ma non per le foto, ma per tutto ciò che se ne evince dopo averle conosciute ed osservandole nel mondo reale.

Prima il fenomeno fotografico era appannaggio di qualche fan che andava in fiera per trovare dei bravi cosplayer a cui scattare, il più delle volte li conosceva quasi tutti e passava il tempo ad immortalarli tutti. Ora invece il cosplayer prende l’appuntamento con il fotografo altrimenti rischia di non poter fare foto. Ovvio che non vale sempre questa cosa, ma aver scoperto che alcuni fotografi quasi pretendono appuntamento ed orario specifico in cui scattare mi lascia quanto meno perplesso e basito! E se non hai preso appuntamento niente foto! Già qualche anno fa c’era la selzione per cui se eri un maschio, niente foto … ora invece oltre ad essere donna e arrivare puntuale!

A parte questa ultima considerazione che trovo aberrante, non voglio puntare il dito contro chi pensa al cosplay solo in funzione delle foto, visto che qualcuno ha detto apertamente che non partecipava alla gara per poter fare foto tutto il giorno, ma volevo fissare questo ulteriore cambiamento nelle teste di chi si ostina a dire che viene in fiera per stare con gli amici ed invece ha scopi da “starlettina”. Soprattutto perchè alla fine ho visto molte foto da esterna ma di apprezzabile e concreto ben poco. I fotografi per cui vale la pena stare in posa sono sempre quelli; lo vedi dalle foto, dalla professionalità, dalla disponibilità! Per stare a dovermi prenotare con tutti i vincoli orari per delle foto nel Parco di Novegro che offre ben poco, tanto vale prenotarmi con un fotografo in una location degna di nota! O forse qualche fotografo si è un pò troppo montato la testa e pensa di essere ora l’anima della fiera?

Ed è anche per questo che ho ringraziato Pamela, è stata lei  a chiedermi un paio di scatti di ricordo, altrimenti avrei avuto solo scatti da interni. Sono quelle piccole soddisfazioni quando tra tanti fotografi sono i cosplayer più navigati a fidarsi del tuo lavoro.

Boobs … boobs everywhere!

In un periodo molto complesso e ricco di notizie infauste, è curioso notare come sul principale social network mondiale i cosplayer abbiano invece un problema molto più grande da risolvere. Per farlo spendono molto tempo in grandi e lunghe diatribe su una grave piaga che infesta Facebook, ma nel complesso molti media collegati ad internet: le cosplayer procaci che pubblicano le loro foto sexy!

Si è partiti come sempre dall’estero, grazie ai movimenti che devo necessariamente lanciare fango su Yaya o la Nigri, per arrivare immancabilmente a disquisire in maniera massiccia su quelle nazionali. Non entro in merito di nomi ne di vittime ne di carnefici perchè sarebbe solo un aumento di polemica specifica, ma ho fatto qualche riflessione che vorrei condividere con voi.

La cosa che trovo in assoluto più aberrante sono quelle che si stupiscono, o fanno finta di stupirsi, sul come mai una foto di un “work in progress” abbia un pugno di “MI PIACE” mentre il vestito indossato e con un pò di tette in mostra ne abbia un centinaio se non un migliaio. Si sentono denigrate perchè il loro lavoro non vale quanto le loro tette. Non penso che ci sia neppure da discutere sul perchè succeda, eppure è talmente ampio il loro stupore che migliaia di fans glielo spiegano con contorti esempi e balle clamorose che nascondono le loro vere ragioni. Ora, non per voler rompere le uova nel paniere, ma qualcuno ha mai pensato che su quelle benedette fanpages solo un decimo dei fans sono cosplayer veri e propri mentre il resto solo ammiratori di “grazie femminili”? Non ci vuole una scienza a capire perchè a loro non gliene fotte nulla di abiti sul manichino, sul letto, per terra … o neppure iniziati!

Non capisco invece la necessità, di alcune cosplayer che sono già nel mirino, di continuare a postare foto di questo genere giustificandole in maniera puerile e insensata, soprattutto quando poi viene fatto “per protesta alle offese”. In automatico poi, guarda caso, i detrattori continuano ad insultare infiammando i post peggio di prima … e la cosplayer è costretta a fare un’altra foto con le tette in mostra per rigiustificarsi. Scusate ma questa catena la trovo ridicola. Non è che per caso avete capito che alla fin fine avete più popolarità così è quindi accampate mille scuse per poter fare un’altra foto? Siete fiere di essere fighe? Dimostratelo con la fierezza!

Ma naturalmente se c’è una vittima, c’è pure un canefice. E della peggiore specie. Perchè seppur la nostra società è basata sul giudizio degli altri, abbiamo persone che per giovane età o per demenza senile si ergono a Giudici Universali dispensando epiteti e anatemi, ultimamente anche con argomenti di “femminismo” e “mercificazione del corpo femminile”, per mettere in cattiva luce le colleghe. Di tutte le arringhe lette non c’è n’è una che una sensata, ci si sbriga con due parole e dare della troia e tanti saluti. Nessun motivo, nessuna spiegazione; soltanto una forte antipatia o spesso frivola invidia. Ora, io capisco benissimo che in alcuni momenti uno sbrocca e dice una cazzata per gelosia, il problema è quando questo stato di acidità permane nel tempo perchè, se è capibile per un gesto d’impulso, quando la cosa diventa invece una campagna contro i mulini a vento si passa anche per deficienti.

Parliamoci fuori dai denti senza fare troppo i sofisticati, ingenui, casti e bamboccioni … piace a tutti un pò di notorietà e salvo vedere cose improponibili una bella foto di una bella donna o di un bell’uomo è sempre un piacere. Perchè negare queste cose, nascondersi dietro ad un dito o inventare frottole. Vi piace avere un pò di notorietà? Vi piace farvi fare i complimenti? Vi piace mostrarvi in forma? Riuscite a non essere volgari e affascinanti nelle foto glamour? Bene, fatelo a cuor leggero e smettetela di rognare per ogni cosa che vi dicono contro. Se vi mettete in gioco SAPETE che avrete i complimenti e anche gli insulti. Non si può piacere a tutti. Ma è inutile continuare a piangere, lamentarsi e fare le vittime se non avete la coda di paglia. “Si mi piace essere al centro dell’attenzione perchè sono figa, che cazzo vuoi?” è tanto difficile da dire? Siete fiere di voi stesse? Dimostratelo senza fare le piangina, visto che è controproducente e fa godere chi vi sfotte. FREGATEVENE! Altrimenti è ovvio che poi passate dalla parte del torto se fate le vittime puritane! Se vi aprite una fanpage o postate foto, è palese che cercate attenzioni … e non è ovviamente sbagliato, visto che è fisiologico essere contenti quando la gente fa complimenti sinceri!

Ai polemici non saprei cosa dire, visto che già vivono come sfigati rosiconi, a parte che se impiegassero il loro tempo a fare cose più culturali forse sembrebbero meno stupidi e magari potrebbero trovare anche loro una strada che gli dia più soddisfazioni che vivere insultando il prossimo. E soprattutto parlo alle cosplayer più “in carne” che molte volte sono promotrici di campagne promozionali assurde perchè si sentono discriminate, guardate le cose positive di internet perchè ci sono colleghe “curvy” che han fatto del loro stato un punto di forza, dimostrando che si può essere altrettanto desiderabili se si impara a valorizzarsi. Il tempo va speso così, non a piangere su Facebook!

Ed ora attendiamo l’apertura della stagione 2014 per vedere quale altra moda polemica nascerà in questo strano mondo dove tutti dicono di divertirsi ma che poi si traduce sempre in insulti, dispetti, cattiverie …

 

Perchè in fondo il cosplay è masochismo

E’ sicuramente molto provocatoria sia la foto che il titolo del post, ma più sento la gente parlare e discutere sulle competizioni cosplay, o leggo quello che scrive, e più mi convinco che questa affermazione forte sia molto veritiera: “Partecipare ad un cosplay contest senza voler vincere è come pagare una prostituta per farsi fare le coccole!”.

Il cosplay costa soldi e da tante soddisfazioni, soprattutto quando si vince e viene riconosciuto l’impegno nel farlo … nulla di più di quello che succede con una prostituta. E più costa l’abito (in termini di soldi e sforzi) e più la volonta di appagamento sale per compensare ciò che si è speso … un pò come un salto tra una semplice prostituta di basso borgo ad una escort di alta classe da 500€ a sera. Sale il prezzo e sale anche l’aspettativa della prestazione.

Eppure sembra che troppi cosplayer siano masochisti. Un tempo si diceva che “il cosplay è sofferenza” ma invece si sta dimostrando che è masochismo!

Uno dei casi più eclatanti è quello del “gareggio per divertirmi non voglio vincere ne appagare il mio ego”. E allora cosa sali sul palco a fare scusa? Per far vedere il tuo cosplay? E dopo che l’hai fatto vedere non sei appagato? Per divertirti con gli  amici e ciò non appaga il tuo ego? Allora forse provi piacere a non divertirti ma a soffrire, guarda caso calza bene con i comportamenti masochisti.

Poi c’è la versione “Odio salire sul palco a gareggiare, ma siccome non si può salire sul palco fuori gara (che poi non è vero) lo faccio” … scusa ma se non ti piace cosa sali a fare? Rimani giàù e fatti fare le foto più fighe, invece di salire sul palco a soffrire nel fare qualcosa che non ti piace e avere anche foto di merda. Guarda caso se non stai in fila per ore in attesa del tuo turno trovi un sacco di fotografi pronti ad immortalarti.

La versione VIP è poi la migliore … la competizione masochistica degli eterni secondi che si lamentano continuamente di non vincere senza neppure farsi la domanda del perchè! Soffrono la mania della sconfitta e anche della critica minima. Loro soffrono due volte, perchè quando si lamentano di aver perso qualcuno glielo spiega e vanno in sbattimento per le critiche. Eppure continuano a gareggiare, ma soprattutto a fare gli stessi identici errori.

Ci sono anche i masochisti con il complesso della “gnocca”. Nella versione maschile se la prendono perchè la cosplayer ha la “patata” e quindi vince, mentre in quella femminile regna il fatto che l’altra è “bella e troia”. Ma entrambi concordano che vincono solo perchè la danno ai giudici. Questo complesso è analiticamente differente, perchè qui entra in gioco la lunga polemica sulle “costroie”, fenomeno che spinge continuamente a rosicare ma nonostante tutto non poter fare a meno di infilarsi sempre in discorsi caldi dove distribuiscono epiteti ma soprattutto vengono subissati di insulti. Ma da bravi masochisti non riescono a tenere a freno ne la lingua ne le dita sulla tastiera.

Ma il vero top, quello che veramente rende impagabile il momento del vero cosplayer masochista, è il momento del “Mi Piace” nel contest online. Si iscrivono e già iniziano a soffrire perchè la data di scadenza è lunga, qualcuno ha già troppi voti, lui ha appena litigato con il mondo e gli servono nuovi amici da stressare per il click … parte la ricerca affannosa, lo stress da prestazione aumenta e la sofferenza inizia a dare i primi piccoli piaceri … così arrivano le prime amicizie e tra la felicità di chi ti vota e chi ti manda a fanculo (che per i masochisti è sempre un piacere) la sua libido si impenna, finalmente ci sono dei voti … ma l’altro ne ha guadagnati il doppio … e allora altro giro, altra corsa … fino all’orgasmo finale della sconfitta che inonda il nostro cosplayer del piacere di soffrire grazie alla schiacciante superiorità unita al rosicamento.

Ovviamente è tutto molto esagerato e provocatorio, ma rifletteteci gente … la vita vera è un’altra cosa … non potete farvi venire la cirrosi epatica per certe cazzate! Come diciamo sempre, ci si veste da cartoni animati … come possiamo davvero prenderci sul serio? E non prendo neppure in considerazione la lotta che ultimamente sta prendendo piede dove i masochisti passano la giornata a rosicare e fare post statistici su quante foto ha fatto Tizio e quante Caio e quindi quanto è VIP il sig. Pinco o quanto è troia la signora Palla visto che tutti la fotografano.

Davvero cari cosplayer, rifletteteci su quanto è ridicola sta situazione. Perchè accettare la sconfitta è da persone mature, prendersela sempre con gli altri per le sconfitte è da vili … ma fare i santi dicendo che uno non “gareggia” per riuscire a dimostrare qualcosa a se e agli altri è da perfetti incoerenti e masochisti.

La dura vita dei fotografi cosplay … meno dura

Ponderati i lunghi strascichi polemici di Lucca Comics & Games e le varie discussioni nate dal mio precedente articolo, ci tengo a precisare in maniera più moderata una serie di questioni.

Io capisco a livello personale ogni singolo cosplayer che si sente amareggiato per colpa di un fotografo qualsiasi. Parlo di fotografo intendendo qualsiasi persona che scatti foto, dai professionisti a chi usa una fotocamera semi-pro, una compattina o anche un I-Phone. E’ ovvio che nel bene o nel male in un hobby dove una sorta di esibizionismo è sempre presente, sentirsi snobbati in favore di altri non è assolutamente piacevole. Non voglio neppure parlare di gelosie o invidie, perchè vedere una ragazza fotografata perchè è mezza nuda e con un cosplay arrabattato potrebbe infastidire per mille altri motivi, altro non fosse per lo sforzo che ogni cosplayer serio fa per rendere giustizia al personaggio scelto. Siamo tutti liberi di fare cosplay di ciò che vogliamo … ma deve essere cosplay. Su questo penso siamo un pò tutti d’accordo.

Non capisco e aborro i fotografi “bavosi” o “laidi” che è, secondo la mia opinione, diverso dal concetto di “pervertiti” che si sta usando in questo periodo facendo quasi di tutt’erba un fascio. Alla base di tutto c’è sempre il rispetto della modella che, a meno che sia una tua amica e ti puoi permettere richieste azzardate, è un dovere sacrosanto in una società civile. Come ho già espresso non trovo assolutamente corretto catalogare tutti quelli che sono intorno ad una cosplayer desnuda in maniera sommaria, perchè uno può avere molte ragioni e diritti per farlo senza per quello essere additato come un porco. All’antitesi va c0ndannato chi non si limita a scattare in modo coerente ma trova il pretesto dello scatto per complimenti imbarazzanti. proposte di foto spudorate o peggio allungare bocca in baci o mani qua e là … magari mascherando tutto in un autoscatto! E’ palese che questi vadano pesantemente presi a pedate nel sedere!

Trovo imbarazzanti inoltre le situazioni, fortunatamente molto sporadiche, in cui i fotografi che vengono alle fiere con un pass stampa per documentare la fiera, si dilettino in realtà a fotografare tette e culi dimenticandosi invece dello scopo del loro pass. Stesso vale per i fotografi “ufficiali” delle manifestazioni che scattano solo a chi garba a loro, ovvero solo alle belle ragazze discinte. Anche questo comportamente mette in cattiva luce i fotografi seri, ed è scorretto!

Ma a parte questi casi ignobili, spezzo una lancia in favore del resto dei fotografi perchè sia palese che ci sia libertà di fotografare secondo gusto e necessità. Come asseriva giustamente Gloria Graziati: <<una fiera racchiude un insieme di “modelle gratis” di ogni genere>> … ed io aggiungo che per i fotografi è una specie di self-service dove ognugno prende ciò che gli interessa e se ne va, senza un piatto fisso o condizionamenti.

La mia fotocamera ad esempio genera file grossi anche 30Mb l’uno quando scatto in RAW, quindi non dico che centellino il numero delle foto, però sinceramente non scatto “ad minchiam” per poi tornare a casa e buttare quelle che non mi interessano. Scelgo a priori quello che voglio fare e provo a realizzarlo, che poi piaccia o no agli altri il risultato finale o la persona a cui scatto. La foto che accompagna l’articolo ritrae Manuela Russo nei panni di C.C. e nonostante non sia svestita, non ritrae neppure un cosplay stracomplicato … eppure questa ragazza mi trasmette molto di più di un cosplayer con un’armatura fighissima, ma senza un’anima o una posa adeguata a creare qualcosa. Preferisco magari fare quattro foto in più a lei e poi scegliere quella che più mi garba, piuttosto che ad un cosplayer superaccessoriato di cui non conosco il personaggio e quindi butterei le foto. Dopotutto non ho in casa una webfarm in cui tenere 1000 Terabyte di foto! Anche a Rimini Comics per esempio ho dato più spazio a Matteo Rossi e Federica Simonelli perchè volevamo una serie di foto di genere romantico. Avrei sicuramente potuto scattare foto a cosplayer estremamente più eclatanti, eppure ho preferito dedicarmi a loro. Perchè dovrei sentirmi in colpa se ho trascurato i VIP? Il giorno un cui mi dedicherò ad una serie di scatti ad una cosplayer magari parecchio scoperta, perchè dovrei passare in automatico per pervertito?

Poi sarà anche che ultimamente non mi da molto gusto fermare in mezzo alla strada una cosplayer per chiederle la foto, preferisco avere l’ispirazione vedendo seduta in un luogo appartato e consono piuttosto che in mezzo alla folla, quindi spesso il cosplay “enorme” è ancor più complesso da gestire tra spostamenti e ubicazioni possibili per cui evito di scattare.

Cito anche il caso che impazza su Facebook della cosplayer vestita da sembrare un cosplay, che si definisce una cosplayer di un determinato personaggio, ma in fondo non sembra proprio quel cosplay. Il fatto che abbia un buon fisico e che sappia ammiccare bene è una manna per i fotografi, se poi è anche compiacente nelle pose sexy tanto di guadagnato! Ma portare a casa le sue foto non fa dei fotografi dei pervertiti ne nulla, come già ribadito si cercano soprattutto begli scatti e non basta un cosplay eccellente per averli, ci vuole anche l’estro di chi lo indossa. Ecco perchè non tollero pressapochismi nel mettere alla gogna i fotografi. Non è assolutamente detto che il cosplayer sappia gestire fotograficamente il suo cosplay e non è detto che al fotografo, seppur in fiera, sia interessato a fare foto ai cosplayer più fighi o proprio ai cosplayer in generale. Un conto sono gli amici fotografi, un altro è il fotografo generico.

Poi nel frangente specifico dell’ultimo caso, andrebbero comunque presi a scarpate sui denti i fotografi che sulla bacheca della cosplayer in questione hanno scritto <<sei identica>> o <<la migliore XXX mai vista>>, non tanto perchè sono pervertiti o cosa, ma perchè è chiaramente una forma di insulto a chi quel personaggio l’ha veramente fatto con tutti i crismi del caso!

La dura vita dei fotografi cosplay

Questa seducente foto di Andrew Kudryavtsev scattata a Anastasiya Reznikova nei panni di una improbabile sexy Horo è il giusto compromesso per l’elucubrazione odierna. Infatti con il ritorno da Lucca Comics torna nuovamente in auge la solita solfa trita e ritrita dei fotografi che si concentrano su tette e culi delle fighe sbernardate dimenticandosi delle cosplayer brave, con il super cosplay, stra coperte, e via via snoccolando tutti i pregi delle presunte “non mignotte”.

A prescindere dalle solite banalità che “tira più un pelo di figa che un carro di buoi” e che “le cosplayer fighe usano l’espediente del cosplay svestito per zoccoleggiare” continuiamo a fare grandi e pontificanti discorsi sulle libertà nel cosplay, ma poi ricadiamo sempre e comunque nelle insulse e gratuite accuse. E il tragicomico di tutto è che i “dardi avvelenati” partono proprio dalle persone che parlano tanto del cosplay divertimento. Fanni i grandi proclami su come va vissuta easy una gara ed un evento … e poi perchè non hanno riscontro fotografico se la prendono con fotografi e cosplayer additandoli come il male del loro micro-mondo.

Non starò a discutere neppure sulle zoccolagini, perchè trovo già offensivo distribuire gratuitamente questi epiteti solo perchè una ha la fortuna di essere gnocca (e magari anche la voglia di curarsi per rimanerci), ma spendo altresì due righe su ciò che più mi appartiene come sfera di accusa: la fotografia.

Personalmente pago gli ingressi in fiera e pure i viaggi per andarci come tutte le persone di questo mondo, quindi mi sento a priori libero di fare ad un evento tutto ciò che mi pare a livello fotografico. Non sono un inviato televisivo o fotoreporter per nessuna importante testata che mi richieda una particolare copertura dell’evento atta a far vedere i cosplay più fighi, pertanto mi sento ampiamente libero di scattare quello che voglio … anzi è un mio diritto! Per quanto possa essere meraviglioso un cosplay stracoperto di un personaggio di Final Fantasy, a me da non videogiocatore di quelle saga … scusando la battuta … mi fotte sega! Faccio le foto a ciò che mi interessa, sia esso un cosplay straordinario o pacchiano, e se per motivi miei personali faccio la foto ad una gnocca mezza nuda … e’ un mio diritto farlo … ma non è vostro darmi del morto di figa! Perchè altrimenti io mi posso sentire libero di contraccambiare con altrettanti pensieri poco civili nei vostri confronti e voi dovete stare zitti/e!

Tralasciando che finora non ho neppure grandi foto di cosplayer desnude, altrimenti l’avrei messa a sfregio al posto dello splendido scatto che apre la trattazione, mi sento comunque di far presente che ora i cosplayer stanno cominciando a rompere la minchia anche ai fotografi con sta storia oltre che alle “colleghe” cosplayer. Ognuno di noi ha esigenze, valutazioni e anche pareri sulla bellezza molto soggettiva … e ognuno scatta a ciò che gli pare … le polemiche stanno a zero!

Il comune mortale che gira in fiera, per quanto nerd, non è detto che debba portarsi a casa la foto del cosplay superfigo … che cosa se ne fa alla fine di una foto priva del suo interesse? … Deve fare le foto per darle a voi e farvi sentire importanti? … Scusate ma i fotografi non sono al VOSTRO servizio, altrimenti dovreste pagarli fior fiore di soldi! Qualcuno ha un amico/a che gentilmente si presta, qualcuno rimane colpito dal vostro cosplay super figo, qualcuno adora la serie del vostro personaggio … ma non è possibile che ora si passi per stronzi o morti di figa perchè venite fotografati/e meno di altri/e. Inoltre non scordate mai che non è detto che la gente che vi incontra durante gli eventi debba essere necessariamente interessata al cosplay … quindi come sopra … cosa vi fotografa a fare? Per scaricare un pò le pile della fotocamera?

Qui è come se in fiera uno stand che vende cappellini super fighi insultasse i cosplayer perchè passano il 99% del loro tempo agli stand con anime, manga o action figures magari anche vecchi di 10 anni! Probabilmemte ai cosplayer i cappellini, per quanto eccellenti, non interessano per un cazzo!

Chi fotografa in fiera lo fa un pò per passione, un pò per amicizia, un pò per divertimento … ma stiamo parlando di cosplayer e dei fotografi stakanovisti che seguono il cosplay … agli altri di fotografare il vostro cosplay super figo probabilmente non gliene frega nulla, perchè quella foto è inutile nella loro vita!! Per quanto possa essere il cosplay migliore del mondo, a loro non serve la foto del vostro cosplay!! E hanno il diritto di sbattersene! Ma anche gli altri cosplayer o fotografi “affezionati” hanno il diritto di fregarsene del vostro cosplay super figo! Vengono per portare a casa scatti che piacciono a loro … non a voi!

Fotografano principalmente gnocche e persone smutandate? E perchè non dovrebbero? Per quale ragione queste persone dovrebbero pagare viaggio ed ingresso per fotografare ciò che non gli piace? Per quale strana ragione dovrebbero fotografare voi a priori se non sono interessati al vostro cosplay o alla vostra persona? Chiamatevi un fotografo e pagatelo, vedrete che avrete tutte le foto che vorrete! Ma solo così sarà un vostro diritto averle!

Scusate ma se davvero spendete soldi a “gareggiare” a suon di coppette e numero di foto … non avete davvero capito un cazzo del Cosplay!

Piccola parentesi, ci sono molti/e cosplayer infotografabili solo per la rigidità o le espressioni da ebete che hanno quando sono in posa … avranno pure un cosplay super figo ma la foto è piatta, scialba, inespressiva … cosa me ne faccio di una foto simile? Alcune cosplayer saranno pure “zoccole” secondo voi … eppure vestite o svestite ti fanno portare a casa foto eccellenti nonostante un cosplay mediocre!

Io personalmente continuerò per la mia strada fotografando quello che mi pare, svestite e o no che siano le cosplayer, perseguendo in modo più professionale possibile i miei obbiettivi … decidete poi voi se varrà la pena o no farvi fotografare da me se vi capita l’occasione. Dopotutto rifiutare è un vostro diritto!

Inizia il Campionato Cosplay …

Mi domando se alcuni cosplayer italiani abbiano o no un cervello proprio e se abbiano soprattutto la piena capacità di intendere.

E’ qualche tempo che è nell’aria l’idea di dare un piccolo standard ai cosplay contest per provare a garantire ai cosplayer più ambiziosi di competere tra loro in maniera imparziale e corretta. Nella concretezza diciamo una specie di “Federazione Italiana Cosplay” che si accordi preventivamente con gli organizzatori che lo desiderano per avere una sorta di “certificazione” che quella gara seguirà determinati standard qualitativi che garantiscano gare più avvincenti, corrette e meritocratiche. E’ chiaro che l’idea è molto lungimirante, ma sarebbe un modo per cominciare a scuotere l’ambiente e dare delle risposte a cosplayer che tentano di emergere nelle gare ma che incontrano a volte difficoltà date da ingiustizie, poca fama, incompetenza della giuria.

Da qui la gente ha cominciato a fantasticare su presunti Cosplayer di Serie A o di Serie B, arrabbiandosi, battendo i pungi, ironizzando … insomma la vecchia solfa dei cosplayer paranoici che invece di informarsi su cosa succede, riempiono Facebook di commenti e post stupidi, atti solo a buttare fumo negli occhi e confondere le acque. Anche un bambino capirebbe che l’idea di base è quella di regolare i contest e non l’ambiente cosplay, dettando regole ferree o imponendo presunti “spiriti del Cosplay”, pertanto il discorso interesserà al massimo chi vorrà competere. Se la presunta Federazione dirà che la fiera X garantisce determinate cose, si avrà la sicurezza di avere per esempio camerini, giuria competente, guardaroba, … e tutte le rassicurazioni del caso supervisionate da un organo federale.

Quindi la suddivisione Serie A o Serie B sono la fisiologica conseguenza del fatto che qualcuno sarà interessato a sapere se una fiera è degna di un certo prestigio in base al fatto che per assurdo “A – Gareggia e quindi vuole sapere se ci sarà una gara seria” o “B – Andrà a scazzo e vorrà solo sapere se ci sono camerini decenti” . Poi potremmo chiamare A – B in mille modi differenti, ma la sostanza quella rimane! Eppure la gente si accapiglia per questa cazzata tirando fuori ancora ste beghe del cosplay divertimento, gara si gara no, … insomma basta!

Perchè rompete le palle se il cosplay è divertimento? Se a uno piace gareggiare bene, se ad un altro non piace bene! Ma spiegatemi perchè a chi piace gareggiare deve rompere le scatole a chi organizza sfilate non competitive … tanto quanto a chi piace il cosplay con gli amici e basta, deve insorgere verso chi vorrebbe riuscire a tirare fuori il meglio dai cosplay contest. Datemi una spiegazione logica, per favore!!! Non riesco proprio ad arrivarci, visto che nessuno vieta nulla a nessuno in questo mondo e modo di concepire l’evento a cui si partecipa!

Inoltre la presunta differenza tra A e B a livello agonistico la gente la tollera male perchè sono tutti uguali … forse non è tollerabile definire A – B a livello etico, ma anche qui un bambino capirebbe che è intrinseco che alcuni cosplayer CHE GAREGGIANO siano spanne e spanne sopra ad altri CHE GAREGGIANO. Vedete queste differenze ad ogni fiera e in cuor vostro sapete che esistono cosplayer di un livello e altri di altro … quindi che sia A-B o Pro-Non Pro o qualsiasi altra cosa vi possiate inventare, questa cosa è sotto gli occhi di tutti. E non attachiamoci a premi e mica premi più o meno meritati, sappiamo benissimo TUTTI che ci sono nomi rinomati nell’ambiente e già di per se questo sottoinsieme forma una casta che, comunque vogliate chiamarla, viene considerata di Elite!

Anche gente come Nadia Baiardi, Luca Buzzi, Marika Roncon, Francesco Sanseverino un tempo erano novizi e c’erano altri nomi, man mano la ruota ha girato grazie anche al loro impegno a migliorare se stessi, non a rompere le palle agli altri cosplayer.

Giusto per la cronaca, per me ognuno è libero di vivere il SUO far cosplay come preferisce, a patto che non rompa le palle agli altri … pertanto a livello generale sono favorevole a vedere gare più “intelligenti” e in luoghi più adeguati ed attrezzati … quindi appoggio l’idea di fondo della Federazione … eppure proprio perchè è di fondo non dico che sia giusta o sbagliata … prima di gridare all’eresia sarebbe infatti corretto capire bene tutto quello che proporrà, i modi, i tempi … e ovviamente informarsi per bene prima di scrivere a caso!

Palla al centro … calcio d’inizio …


Non c’è Romics senza spine

Anche per quest’anno il sipario si chiude sulla fiera più importante e discussa del panorama cosplay nazionale. Fonte di molte discordie, è indubbiamente l’evento più problematico per via della inusuale formula selettiva e giudicante dei contentendenti. Per quanto ci si sforzi di voler porre rimedio alle falle, è chiaro che tappato un buco se ne apre un altro.

Quest’anno l’ho vissuto in duplice veste: associativa e giuria Romics; a conti fatti sono perplesso sia su una che sull’altra.

Come associazione che ha versato una cifra considerevole per promuoversi e poter promuovere il cosplay italiano all’estero tramite il web abbiamo incontrato anche troppe difficoltà. Dallo stand al buio alle promesse disattese, abbiamo corso per 2 giorni come matti per poter tenere fede il più possibile con i cosplayer a quanto dichiarato in merito a stand fotografico, copertura fotografica e diretta streaming. Senza ovviamente considerare la difficoltà di proporre il N° 2 di “Nihon to CosmoPlay” al pubblico nella scarsa luce offerta dalle nostre luci pilota dei flash. Devo pertanto ringraziare Matteo Arienti, Massimiliano Vertua & Alessandro Zuffi (e sotto certi aspetti dovrebbero farlo i cosplayer) per aver portato a casa qualcosa come 6000 foto che sono al vaglio dell’ufficio fotografico per dare ampio spazio a tutti i cosplayer presenti in fiera. Ovviamente senza Matteo Cazzaniga non sarebbe stata possibile la diretta e non avremmo i video delle esibizioni, quindi un doveroso ringraziamento va anche a lui. L’ultimo in tono associativo va a Matteo Borghesi e alla sue Borgo’s Angels che hanno costantemente presidiato il banchetto vendendo le riviste.

E a monte di tutto la cosa che più mi fa alterare è che per sopperire ai problemi insieme allo staff, non sono assolutamente riuscito a fare l’unica cosa che avrei davvero voluto fare insieme al mio socio: Fotografare! Sono giusto riuscito a prendermi delle licenze con lui di fare qualche test con il telo riflettente, grazie alla pazienza di gnocchissime modelle improvvisate quali Natasha Ziviani, Cinzia Zamboni, Barbara Rodolfi, Noemi Sanguinetti

Come giurato sono invece perplesso per ciò che mi son trovato a giudicare, ma soprattutto per ciò che NON mi sono trovato a giudicare. Sinceramente vedere passare due bambini o Pac-Man a dispetto di coppie quali Lisard-Taty84, Sorelle Sabotino, Vallybeffy-Nessa ma anche tanti altri lo trovo inquietante. Nessuno ne voglia a Pac-Man ma detto per inciso nei 7 premi della giuria Romics era palese che non ne avrebbero preso neppure uno, soprattutto con la cassazione del premio Simpatia. Dover dare per forza poi un premio ai bambini perchè son pucciosi è ancor più ingiusto nei confronti dei cosplayer che lavorano mesi per arrivare a Romics con un cosplay eccellente. Ma la povera Marika Roncon mi è testimone di come abbia anche dovuto cercare di far capire ai colleghi giurati che alcune scelte erano fuori luogo per principio: un miglior maschile o femminile non si può darlo ad un cosplay incompleto, un miglior femminile o maschile non è premiabile solo per la bella interpretazione, non si può escludere dalle vittorie qualcuno solo perchè si reputa che un accessorio andrebbe fatto massiccio quando ovviamente è stato fatto così perchè deve cadere sul palco e non si può mica farlo in legno massello, … se fosse stato per me qualche premio sarebbe stato ben diverso, ma la richiesta di decisione unanime e la fretta messa addosso perchè la fiera chiudeva non ha volto a mio favore.

Inoltre vorrei dire una volta per tutte, visti alcuni commenti su Facebook, che SI sono stati squalificati tutti coloro i quali hanno infranto il regolamento. Ci prendiamo oneri ed onori della scelta, ma è ora di piantarla di tentare di fare i furbi aggirandolo. Quindi come chiesto dall’organizzazione sono stati squalificate coppie e gruppi che han sporcato il palco con coriandoli o piume rendendolo un terreno pericoloso e sdrucciolevole. E’ anche stata squalificata la coppia che aveva una terza persona in cosplay che ha palesemente aiutato un componente. L’appunto però che vorrei fare e che ho fatto già in camera di votazione, è che non tocca alla giuria squalificare bensì è la stessa organizzazione che deve prendersi la briga di annunciare immediatamente la squalifica anche come monito agli altri concorrenti.

Nonostate tutto di cosplay e cosplayer splendidi ce n’erano davvero una cifra, ma tanti che se dovessi elencarli sarebbe davvero difficile ricordarli, per cui spendo solo una parola di lode per Valentina Aceto, ovvero il nostro premio CosmoPlay, perchè con un cosplay non estremamente pompato ma minuzioso e ben curato a partire da una parrucca acconciata in maniera divina, ha dimostrato che è possibile fare un abito originale, non inflazionato e fashion che incanta il pubblico senza usare lucette e strani accessori termoformati … mantenendo nonostante tutto un’alta fedelta con il personaggio, anche nelle “curve posteriori” correttamente accentuate per una resa da Twin Award. Sia quindi lode a Babette!

E’ comunque doveroso complimentarsi sia con Paolo e Francesco La Manna che con Daniela Lo Presti che nel 2012 ci rappresenteranno rispettivamente a Nagoya e a Londra. Nonostante il cuore andasse ovviamente verso Nadiask-Mogu e Buzzi sono altrettanto ineccepibili le scelte della giuria internazionale, soprattutto per i fratelli La Manna che anno per anno abbiamo visto crescere e già lo scorso avevano sfiorato il sogno iridato.

Spero che il prossimo anno però, la giuria nel suo complesso sia scelta davvero con molta più serietà, perchè altrimenti si alimentano inutilmente i malcontenti durante Romics. Inoltre, visto che la gente si fa il culo per un anno, gradirei che dal prossimo anno le premiazioni avvengano in modo aulico e non come se fossimo al mercato del pesce dove qualcuno è ancora in dubbio su chi han premiato e per cosa.

Ora è tempo di lasciarsi alle spalle le malinconie e pensare al futuro, preparandosi psicologicamente e fisicamente per sostenere la mia Astharoshe nonchè Cappellaio Matto preferito a Londra fra meno di un mese: Giulia Frontalini! Così potrò anche rifarmi dei mancati scatti del weekend romano!

Si spengon le luci, scende il sipario

Dopo anni ed anni che seguo il cosplay, tempo fa attivamente e in questi anni in associazioni ed affini, è giunto il momento di dire in qualche modo basta. Sinceramente non mi frega più nulla di andare contro corrente sulla tendenza di buonismo per cui una persona si erge a “Cosplayer” illudendosi di “essere un personaggio” solo perchè ha messo addosso due straccetti e un pò di cartoncino. Sono stanco e schifato dalle inutili beghe e polemiche sterili ed insulse in cui viene tirato in ballo il cosplay per nascondere le beghe personali o le invidie. Infine sono molto annoiato dalle menzognere dichiarazioni di molte persone che usano il cosplay come scudo della loro banale esistenza per giustificare la loro pochezza. Il cosplay nel suo piccolo cresce ed è ora che i cosplay-minkia si decidano a crescere a loro volta, altrimenti per me saranno invisibili.

Ovviamente la cosa fregherà poco o nulla alla moltitudine, ma non è questo motivo per cui io non lo dica apertamente a chi avrà voglia di ascoltare!

Ho cominciato cambiando account sotto Facebook per azzerare la situazione e scegliere accuratamente le persone con cui voglio veramente discutere di cosplay serio e non di “zuffe da bar“. Qualcuno probabilmente non verrà riconfermato e addirittura qualcuno verrà cancellato in corsa se non sarà all’altezza di evitare di alimentare il malcontento, ma almeno mi godrò appieno i pochi “eletti” che hanno un minimo di cognizione di cosa sia il cosplay e lo sappiano vivere.

Abbiamo avuto al WCS la riconferma che l’Italia ha un potenziale altissimo nel cosplay e disperderlo in stupidagini è davvero una cosa da decelebrati. Daniela e Marika hanno ridato lustro al nostro cosplay dopo che Luca e Giancarlo lo scorso anno ci hanno portato sulla vetta del mondo cosplay … e nonostante due anni favolosi di successi a Nagoya vedo polemiche su polemiche da gente che a Romics non si presenta neppure perchè sa che sarebbe inutile, ma vuole dettare leggi alle nostre vice -campionesse mondiali!

Detto in soldoni, ho deciso che siccome il cosplay non è la mia vita ne il mio lavoro,  non mi occorrono 1500 contatti per far vedere quanto sono bravo, simpatico e bello … mi bastano le persone che vorrei reincontrare alle fiere e disquisire in maniera matura. Le persone che meritano davvero il mio rispetto, perchè fanno vestiti da urlo, interpretazioni favolose o per lo meno ci mettono davvero il cuore in quello che fanno e non nel rompere i coglioni il più possibile agli altri cosplayer ed affini!

Per questo motivo evitate di mettermi in mezzo ad inutili dilemmi esistenziali sul cosplay: polemiche, invidie, critiche su foto e video a meno che non sia una critica costruttiva o un importante motivo di dibattito maturo sull’andamento del cosplay italiano … altrimenti vi avverto che “viaggierete sul filo del Vaffanculo!”. Con CosmoPlay abbiamo deciso mesi fa di dare lustro proprio al cosplay “intelligente” e ora come ora è tempo che si cominci a dimenticare del tutto quello “infantile” parlando a livello personale, associativo ed editoriale solo e soltanto di Cosplay con la C maiuscola.

Va da sè che non starò a fare crociate contro nessuno, ognuno viva la sua vita cosplay come preferisce … ma per me saranno invisibili, non degni di essere considerati e gradirei quindi non vedere e sentire più post e storielle su questi “Ghostplayer”. Se quindi durante gli eventi o su Facebook non vi cagherò di striscio, fatevi una domanda e datevi una risposta!

So benissimo che molti di voi se ne fregeheranno, ma mi auguro che pian piano in molti facciano così isolando i minchioni in una loro casta, affinchè si possa davvero creare un ambiente consono alla crescita personale in tutti i sensi!

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