La morte non è poi cosi brutta

Sfrutto il titolo usato per pubblicare il mini shooting fotografico con Pamela Colnaghi a Novegro per fare due riflessioni sul cambiamento di alcuni fattori interessanti legati al cosplay e alla fotografia. E’ vero che ultimamente non sono più presente come prima alle fiere, ma è stato il Festival del Fumetto a darmi spunto d’osservazione sul cambio del fenomeno.

Un tempo si diceva che la soddisfazione massima era avere tanti applausi e foto, non tanto vincere la “coppa di latta” … mai come questa domenica la cosa è veritiera. Il parco del centro espositivo era una distesa di ombrellini, bank, flash, teli riflettenti dove ogni angolo era buono per il fotografo della domenica, o per i più esperti, per ritrarre uno o l’altro cosplayer anche nei luoghi più impervi o meno adeguati. A parte la scarsa partecipazione a Mister Cosplay, anche la gara stessa è stata bistrattata dai cosplayer abituali sia sul palco che come pubblico, generando un flusso di cosplay in passerella di scarso interesse ed incisività. A parte ovviamente i pochi “noti” che riescono sempre a stupire.

Dal mio canto questa volta ho deciso di invertire la tendenza preferendo immortalare le esibizioni, piuttosto che entrare nel bagno di sangue delle foto in esterna. Ormai facevo le foto al palco solo per motivi di reporting per gli organizzatori, ma questa volta la scelta è stata volontaria per dare almeno un ricordo a tutti i partecipanti visto che i fotografi che solitamente presenziavano e che sicuramente dopo pubblicavano le foto erano davvero pochi. Soprattutto quelli che ne rilasciano normalmente di apprezzabili.

Insomma ora il cosplay dà l’impressione di essere svolto in virtù delle foto da pubblicare su internet nei vari profili e fanpage, tanto che sui vari social tutte le grosse polemiche ormai vertono appunto su considerazioni varie gravitanti sul come, dove, quando, chi e perchè. Non si conoscono gli altri cosplayer ma li si giudica dalle foto in base a quanto sono scoperti i personaggi e quanti centimetri di chiappe o tette sono in mostra. E questo vale sia per gli accusatori che per i lecchini, perchè per quanto è vero che non tutte le cosplayer sono “mignotte” alcune è palese che un pò troppo “troiette” lo sono. Ma non per le foto, ma per tutto ciò che se ne evince dopo averle conosciute ed osservandole nel mondo reale.

Prima il fenomeno fotografico era appannaggio di qualche fan che andava in fiera per trovare dei bravi cosplayer a cui scattare, il più delle volte li conosceva quasi tutti e passava il tempo ad immortalarli tutti. Ora invece il cosplayer prende l’appuntamento con il fotografo altrimenti rischia di non poter fare foto. Ovvio che non vale sempre questa cosa, ma aver scoperto che alcuni fotografi quasi pretendono appuntamento ed orario specifico in cui scattare mi lascia quanto meno perplesso e basito! E se non hai preso appuntamento niente foto! Già qualche anno fa c’era la selzione per cui se eri un maschio, niente foto … ora invece oltre ad essere donna e arrivare puntuale!

A parte questa ultima considerazione che trovo aberrante, non voglio puntare il dito contro chi pensa al cosplay solo in funzione delle foto, visto che qualcuno ha detto apertamente che non partecipava alla gara per poter fare foto tutto il giorno, ma volevo fissare questo ulteriore cambiamento nelle teste di chi si ostina a dire che viene in fiera per stare con gli amici ed invece ha scopi da “starlettina”. Soprattutto perchè alla fine ho visto molte foto da esterna ma di apprezzabile e concreto ben poco. I fotografi per cui vale la pena stare in posa sono sempre quelli; lo vedi dalle foto, dalla professionalità, dalla disponibilità! Per stare a dovermi prenotare con tutti i vincoli orari per delle foto nel Parco di Novegro che offre ben poco, tanto vale prenotarmi con un fotografo in una location degna di nota! O forse qualche fotografo si è un pò troppo montato la testa e pensa di essere ora l’anima della fiera?

Ed è anche per questo che ho ringraziato Pamela, è stata lei  a chiedermi un paio di scatti di ricordo, altrimenti avrei avuto solo scatti da interni. Sono quelle piccole soddisfazioni quando tra tanti fotografi sono i cosplayer più navigati a fidarsi del tuo lavoro.