Maggio 2013

Le Torte … e i Cupcakes … di Giada

Si dice che “Nella botte piccola c’è il vino buono” e nulla è più veritiero se il termine di paragone è la piccola bottega dolciaria “Le torte di Giada“. Molto essenziale ma accogliente, è il giusto compromesso tra la dimensione e la necessità. Ma farsi ingannare da questo è il peggiore errore che si possa commettere, perchè il solo veloce sguardo  al bancone è un trionfo di attesa per le papille gustative. Partendo da un ibrido tra la base di un muffins e il frosting da cupcakes, si passa a delle deliziose donuts fino alle finezze dolciarie e il gelato allo yoghurt. L’impasto morbido e umido al punto giusto è il preludio alle varietà di creme che lo sovrastano; soffici e colorate vanno incontro ad un tripudio per gli occhi e l’olfatto nelle loro varie colorazioni ed aromi che accontentano tutti i palati, da quelli più raffinati che prediligono il limone o i frutti di bosco ai più golosi che scelgono il fondente, il caramello o l’intramontabile caffè. Il frosting, corposo e spumoso, incornicia il capolavoro con un’aroma delicato e non troppo dolce tale da accontentare un pò tutti ma soprattutto non appesantisce troppo il complesso, rimanendo comunque bel calibrato e leggero per non impastare la bocca e non dare quel senso di “grasso” tipico delle creme ricche di burro. La ciliegina sulla torta? Giada, Rosy e Marco che con un sorriso e tanti buoni consigli, attenti anche ai clienti più esigenti e con intolleranze, compongono e servono le magnifiche creazioni!

Insomma è il giusto sfizio giornaliero per chi si trovi a passaggiare per il Corso Mameli di Brescia e voglia accompagnare i suoi passi con una deliziosa tentazione dolciaria … ma anche una fine sopresa per parenti ed amici grazie alle comode e dedicate confezioni firmate che permettono un facile e sicuro trasporto, tutelando l’integrità del cupckaes e mantenendo la fragranza dello stesso.

E proprio grazie a loro oggi pomeriggio alcuni cosplayer hanno intrattenuto un gruppo di simpatici ed allegri bambini, vestendo i panni dei principi e principesse Disney più amati … dal sontuoso Aladdin al coraggioso Filippo … da Biancaneve a Cenerentola con a seguito la sorellastra cattiva … dall’eterno bambino Peter Pan fino alla dolce Rapunzel. Il mix tra i fattori è sempre sconvolgente, soprattutto quando gli stessi genitori ci prendono gusto e sfidano i figli in maniera più o meno giocosa ed agonistica. Curiosa anche la reazione dei passanti più o meno disponibile allo scherzo, oltre ai genitori che non sapendo dell’evento si fermavano inebetiti con i loro bimbi per prendere parte alla bagarre.

Neanche a dirlo, la conclusione migliore della giornata è stata siglata con un trio di cupckaes d’assaggio, unito a due donuts gentilmente offerti da Giada che hanno fatto la gioia del mio dopo cena.

 

Le Torte di Giada

Le Torte di Giada – Brescia, 18 Maggio 2013

©2013 Andrea Bonvissuto (All rights reserved)

Perchè in fondo il cosplay è masochismo

E’ sicuramente molto provocatoria sia la foto che il titolo del post, ma più sento la gente parlare e discutere sulle competizioni cosplay, o leggo quello che scrive, e più mi convinco che questa affermazione forte sia molto veritiera: “Partecipare ad un cosplay contest senza voler vincere è come pagare una prostituta per farsi fare le coccole!”.

Il cosplay costa soldi e da tante soddisfazioni, soprattutto quando si vince e viene riconosciuto l’impegno nel farlo … nulla di più di quello che succede con una prostituta. E più costa l’abito (in termini di soldi e sforzi) e più la volonta di appagamento sale per compensare ciò che si è speso … un pò come un salto tra una semplice prostituta di basso borgo ad una escort di alta classe da 500€ a sera. Sale il prezzo e sale anche l’aspettativa della prestazione.

Eppure sembra che troppi cosplayer siano masochisti. Un tempo si diceva che “il cosplay è sofferenza” ma invece si sta dimostrando che è masochismo!

Uno dei casi più eclatanti è quello del “gareggio per divertirmi non voglio vincere ne appagare il mio ego”. E allora cosa sali sul palco a fare scusa? Per far vedere il tuo cosplay? E dopo che l’hai fatto vedere non sei appagato? Per divertirti con gli  amici e ciò non appaga il tuo ego? Allora forse provi piacere a non divertirti ma a soffrire, guarda caso calza bene con i comportamenti masochisti.

Poi c’è la versione “Odio salire sul palco a gareggiare, ma siccome non si può salire sul palco fuori gara (che poi non è vero) lo faccio” … scusa ma se non ti piace cosa sali a fare? Rimani giàù e fatti fare le foto più fighe, invece di salire sul palco a soffrire nel fare qualcosa che non ti piace e avere anche foto di merda. Guarda caso se non stai in fila per ore in attesa del tuo turno trovi un sacco di fotografi pronti ad immortalarti.

La versione VIP è poi la migliore … la competizione masochistica degli eterni secondi che si lamentano continuamente di non vincere senza neppure farsi la domanda del perchè! Soffrono la mania della sconfitta e anche della critica minima. Loro soffrono due volte, perchè quando si lamentano di aver perso qualcuno glielo spiega e vanno in sbattimento per le critiche. Eppure continuano a gareggiare, ma soprattutto a fare gli stessi identici errori.

Ci sono anche i masochisti con il complesso della “gnocca”. Nella versione maschile se la prendono perchè la cosplayer ha la “patata” e quindi vince, mentre in quella femminile regna il fatto che l’altra è “bella e troia”. Ma entrambi concordano che vincono solo perchè la danno ai giudici. Questo complesso è analiticamente differente, perchè qui entra in gioco la lunga polemica sulle “costroie”, fenomeno che spinge continuamente a rosicare ma nonostante tutto non poter fare a meno di infilarsi sempre in discorsi caldi dove distribuiscono epiteti ma soprattutto vengono subissati di insulti. Ma da bravi masochisti non riescono a tenere a freno ne la lingua ne le dita sulla tastiera.

Ma il vero top, quello che veramente rende impagabile il momento del vero cosplayer masochista, è il momento del “Mi Piace” nel contest online. Si iscrivono e già iniziano a soffrire perchè la data di scadenza è lunga, qualcuno ha già troppi voti, lui ha appena litigato con il mondo e gli servono nuovi amici da stressare per il click … parte la ricerca affannosa, lo stress da prestazione aumenta e la sofferenza inizia a dare i primi piccoli piaceri … così arrivano le prime amicizie e tra la felicità di chi ti vota e chi ti manda a fanculo (che per i masochisti è sempre un piacere) la sua libido si impenna, finalmente ci sono dei voti … ma l’altro ne ha guadagnati il doppio … e allora altro giro, altra corsa … fino all’orgasmo finale della sconfitta che inonda il nostro cosplayer del piacere di soffrire grazie alla schiacciante superiorità unita al rosicamento.

Ovviamente è tutto molto esagerato e provocatorio, ma rifletteteci gente … la vita vera è un’altra cosa … non potete farvi venire la cirrosi epatica per certe cazzate! Come diciamo sempre, ci si veste da cartoni animati … come possiamo davvero prenderci sul serio? E non prendo neppure in considerazione la lotta che ultimamente sta prendendo piede dove i masochisti passano la giornata a rosicare e fare post statistici su quante foto ha fatto Tizio e quante Caio e quindi quanto è VIP il sig. Pinco o quanto è troia la signora Palla visto che tutti la fotografano.

Davvero cari cosplayer, rifletteteci su quanto è ridicola sta situazione. Perchè accettare la sconfitta è da persone mature, prendersela sempre con gli altri per le sconfitte è da vili … ma fare i santi dicendo che uno non “gareggia” per riuscire a dimostrare qualcosa a se e agli altri è da perfetti incoerenti e masochisti.

Giddy-Up … Back

Nuova esperienza fotografica insieme al socio Oscar Marsano: la Festa del Cavallo di Samarate!

Ospiti per la scuderia Enola Riding Team di Mozzanica, dopo un pò di tempo lontano dall’equitazione son tornato ad occuparmi di scatti equestri con risultati molto apprezzabili nei momenti in cui il sole ha deciso di scendere e donarci una luce più morbida e radente. Principalmente è stata una giornata di test sulle migliori impostazioni in caso di gare ad ostacoli o “crazy races”, infatti uno dei fattori più importanti è la velocità del cavallo che va compensata con un adeguato tempo di otturazione e la messa a fuoco accurata per aver sempre nitida la performance a discapito del contorno e degli ostacoli, soprattutto usando un diframma molto aperto per non sacrificare troppo gli ISO.

Fortunatamente la giornata fortemente soleggiata ha dato modo di fare diverse prove con accoppiate molto differenti, regalando soprattutto nel pomeriggio inoltrato immagini molto suggestive. La cavallerizza in foto, Isabella Carli, è stata una manna dal cielo per le ultime foto sul campo, infatti tra la sua maestria ed eleganza e la luce molto calda del sole verso il tramonto ho potuto chiudere la giornata in bellezza prima di di dedicarmi alle premizioni dei bravissimi partecipanti all’evento.

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