La dura vita dei fotografi cosplay … meno dura

Ponderati i lunghi strascichi polemici di Lucca Comics & Games e le varie discussioni nate dal mio precedente articolo, ci tengo a precisare in maniera più moderata una serie di questioni.

Io capisco a livello personale ogni singolo cosplayer che si sente amareggiato per colpa di un fotografo qualsiasi. Parlo di fotografo intendendo qualsiasi persona che scatti foto, dai professionisti a chi usa una fotocamera semi-pro, una compattina o anche un I-Phone. E’ ovvio che nel bene o nel male in un hobby dove una sorta di esibizionismo è sempre presente, sentirsi snobbati in favore di altri non è assolutamente piacevole. Non voglio neppure parlare di gelosie o invidie, perchè vedere una ragazza fotografata perchè è mezza nuda e con un cosplay arrabattato potrebbe infastidire per mille altri motivi, altro non fosse per lo sforzo che ogni cosplayer serio fa per rendere giustizia al personaggio scelto. Siamo tutti liberi di fare cosplay di ciò che vogliamo … ma deve essere cosplay. Su questo penso siamo un pò tutti d’accordo.

Non capisco e aborro i fotografi “bavosi” o “laidi” che è, secondo la mia opinione, diverso dal concetto di “pervertiti” che si sta usando in questo periodo facendo quasi di tutt’erba un fascio. Alla base di tutto c’è sempre il rispetto della modella che, a meno che sia una tua amica e ti puoi permettere richieste azzardate, è un dovere sacrosanto in una società civile. Come ho già espresso non trovo assolutamente corretto catalogare tutti quelli che sono intorno ad una cosplayer desnuda in maniera sommaria, perchè uno può avere molte ragioni e diritti per farlo senza per quello essere additato come un porco. All’antitesi va c0ndannato chi non si limita a scattare in modo coerente ma trova il pretesto dello scatto per complimenti imbarazzanti. proposte di foto spudorate o peggio allungare bocca in baci o mani qua e là … magari mascherando tutto in un autoscatto! E’ palese che questi vadano pesantemente presi a pedate nel sedere!

Trovo imbarazzanti inoltre le situazioni, fortunatamente molto sporadiche, in cui i fotografi che vengono alle fiere con un pass stampa per documentare la fiera, si dilettino in realtà a fotografare tette e culi dimenticandosi invece dello scopo del loro pass. Stesso vale per i fotografi “ufficiali” delle manifestazioni che scattano solo a chi garba a loro, ovvero solo alle belle ragazze discinte. Anche questo comportamente mette in cattiva luce i fotografi seri, ed è scorretto!

Ma a parte questi casi ignobili, spezzo una lancia in favore del resto dei fotografi perchè sia palese che ci sia libertà di fotografare secondo gusto e necessità. Come asseriva giustamente Gloria Graziati: <<una fiera racchiude un insieme di “modelle gratis” di ogni genere>> … ed io aggiungo che per i fotografi è una specie di self-service dove ognugno prende ciò che gli interessa e se ne va, senza un piatto fisso o condizionamenti.

La mia fotocamera ad esempio genera file grossi anche 30Mb l’uno quando scatto in RAW, quindi non dico che centellino il numero delle foto, però sinceramente non scatto “ad minchiam” per poi tornare a casa e buttare quelle che non mi interessano. Scelgo a priori quello che voglio fare e provo a realizzarlo, che poi piaccia o no agli altri il risultato finale o la persona a cui scatto. La foto che accompagna l’articolo ritrae Manuela Russo nei panni di C.C. e nonostante non sia svestita, non ritrae neppure un cosplay stracomplicato … eppure questa ragazza mi trasmette molto di più di un cosplayer con un’armatura fighissima, ma senza un’anima o una posa adeguata a creare qualcosa. Preferisco magari fare quattro foto in più a lei e poi scegliere quella che più mi garba, piuttosto che ad un cosplayer superaccessoriato di cui non conosco il personaggio e quindi butterei le foto. Dopotutto non ho in casa una webfarm in cui tenere 1000 Terabyte di foto! Anche a Rimini Comics per esempio ho dato più spazio a Matteo Rossi e Federica Simonelli perchè volevamo una serie di foto di genere romantico. Avrei sicuramente potuto scattare foto a cosplayer estremamente più eclatanti, eppure ho preferito dedicarmi a loro. Perchè dovrei sentirmi in colpa se ho trascurato i VIP? Il giorno un cui mi dedicherò ad una serie di scatti ad una cosplayer magari parecchio scoperta, perchè dovrei passare in automatico per pervertito?

Poi sarà anche che ultimamente non mi da molto gusto fermare in mezzo alla strada una cosplayer per chiederle la foto, preferisco avere l’ispirazione vedendo seduta in un luogo appartato e consono piuttosto che in mezzo alla folla, quindi spesso il cosplay “enorme” è ancor più complesso da gestire tra spostamenti e ubicazioni possibili per cui evito di scattare.

Cito anche il caso che impazza su Facebook della cosplayer vestita da sembrare un cosplay, che si definisce una cosplayer di un determinato personaggio, ma in fondo non sembra proprio quel cosplay. Il fatto che abbia un buon fisico e che sappia ammiccare bene è una manna per i fotografi, se poi è anche compiacente nelle pose sexy tanto di guadagnato! Ma portare a casa le sue foto non fa dei fotografi dei pervertiti ne nulla, come già ribadito si cercano soprattutto begli scatti e non basta un cosplay eccellente per averli, ci vuole anche l’estro di chi lo indossa. Ecco perchè non tollero pressapochismi nel mettere alla gogna i fotografi. Non è assolutamente detto che il cosplayer sappia gestire fotograficamente il suo cosplay e non è detto che al fotografo, seppur in fiera, sia interessato a fare foto ai cosplayer più fighi o proprio ai cosplayer in generale. Un conto sono gli amici fotografi, un altro è il fotografo generico.

Poi nel frangente specifico dell’ultimo caso, andrebbero comunque presi a scarpate sui denti i fotografi che sulla bacheca della cosplayer in questione hanno scritto <<sei identica>> o <<la migliore XXX mai vista>>, non tanto perchè sono pervertiti o cosa, ma perchè è chiaramente una forma di insulto a chi quel personaggio l’ha veramente fatto con tutti i crismi del caso!